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Decreto Lavoro Poletti, NCD: così non lo votiamo. Governo pensa a fiducia

Il decreto legge sul Lavoro, a firma di Giuliano Poletti, rischia di non avere i numeri in Parlamento. Il Nuovo centrodestra minaccia di non votare il provvedimento così come è stato modificato in Commissione lavoro, e anche Forza Italia chiede "il ritorno all'impianto originale del decreto". Il governo Renzi pensa quindi di porre il voto di fiducia.

Il decreto legge sul Lavoro, uno dei due pilastri del Jobs Act di Matteo Renzi, approda oggi in Parlamento, ma il provvedimento rischia di non avere tutti i voti della maggioranza, tanto che il governo starebbe pensando di mettere la fiducia. Il decreto Lavoro di Poletti è stato infatti emendato in Commissione, ed ha subito alcune modifiche rispetto al testo originario. Per esempio, è stata ridotta da 8 a 5 la possibilità di rinnovare i contratti a termine nell'arco di 36 mesi. Nunzia De Girolamo, deputata del Nuovo centrodestra, afferma: "In Commissione lavoro è tornato il fantasma della vecchia sinistra che vuole modificare il decreto lavoro, noi del NCD non lo consentiremo e faremo battaglia in Aula, perché apprendistato e contratti a termine sono garanzie per i giovani e per chi cerca lavoro". La De Girolamo prosegue: "La verità è che dobbiamo tornare al testo originario perché la Commissione Lavoro alla Camera ha ridotto la spinta propulsiva alla maggiore occupazione che poteva determinare il decreto. - concludendo - Bisogna semplificare il mondo del lavoro e puntare a ridurre l’allarmante tasso di disoccupazione che angoscia giovani e famiglie italiane".

Dello stesso avviso Forza Italia, che attraverso il capogruppo alla Camera Renato Brunetta sostiene: "Come abbiamo avuto modo di denunciare nei giorni scorsi, è più che mai evidente l’enorme problema politico che si è creato all’interno della maggioranza sul decreto Poletti. Nel corso dei lavori in Commissione, Forza Italia è stata disponibile ad apportare modifiche al testo, ma il dibattito si è risolto in un braccio di ferro tra la sinistra del Partito democratico e il Nuovo Centrodestra, che adesso sostiene che il decreto sia stato peggiorato. Noi non ci stiamo: su un tema così delicato, che riguarda la vita di lavoratori ed imprese, uno scontro di questa portata non può che suscitare allarme e preoccupazione". Brunetta quindi conclude: "Non possiamo accettare che i dissidi interni alla traballante maggioranza di governo siano messi a tacere con l’apposizione della questione di fiducia. Chiediamo il ritorno all’impianto originale del decreto, che ci ha trovati favorevoli fin dall’inizio: in questa direzione vanno i nostri emendamenti presentati in Aula; è l’unica strada per evitare l’ennesimo pasticcio del governo Renzi".

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