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Ddl anticorruzione: tre fiducie. Polemiche su incandidabilità

Ieri il governo incassa tre fiducie sul Ddl anticorruzione, in merito agli articoli su incandidabilità, nuova concussione e "traffico di influenze" e concussione tra privati. Fli: incandidabilità entri in vigore dal 2012.

Ieri il governo ha incassato alla Camera tre fiducie in altrettanti punti del provvedimento sul ddl anticorruzione, anche se non sono mancate diverse polemiche riguardo l'incandidabilità perché, si obietta, se l'esecutivo non eserciterà la delega in tempo utile il divieto rischia di non entrare in vigore prima del 2018.
L'articolo 10, poiché non è stato trovato un accordo tra i partiti, dà infatti una delega al governo affinché entro un anno legiferi sull'incandidabilità dei condannati con sentenza passata in giudicato, sia per ricoprire cariche politiche istituzionali che cariche nella Pubblica amministrazione. L'incandidabilità riguarda reati gravi, come per mafia, terrorismo ma anche contro la Pubblica amministrazione.
Avevano infatti annunciato che non avrebbero partecipato al voto sull'articolo 10 i deputati di Futuro e Libertà, e questo per dare un segnale forte affinché la "non candidabilità per le condanne in via definitiva entri in vigore da oggi, già quindi per le elezioni del 2013".
I tre voti di fiducia sono stati quindi sull'articolo 10, per i condannati non più candidabili, sull'articolo 13, che sancisce nuove regole per la concussione e il cosiddetto "traffico di influenze" e sull'articolo 14, che regola la concussione tra privati.

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