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DDl anticorruzione, Cicchitto avverte: al Senato verrà modificato

La Camera incassa il voto di fiducia sul Dddl anticorruzione, che passa ora la Senato. MA il PDl avverte, tramite il suo capogruppo Cicchitto: a Palazzo Madama o si cambia o non voteremo nessuna fiducia.

Dopo aver incassato tre fiducie il giorno prima, il testo del ddl anticorruzione passa con il "sì" della Camera ed ora approderà a Palazzo Madama, ma non senza polemiche. I voti a favore, a Montecitorio, sono stati 354, mentre 25 sono stati i contrari e 102 gli astenuti, tra cui 38 del Pdl, oltre ai radicali e a quelli della Lega Nord.
A scatenare la diatriba la parte che riguarda la parte della responsabilità civile diretta dei magistrati, a cui il Pdl non intende rinunciare, avvertendo che sul tema non farà sconti al governo, anche se in gioco dovesse esserci la sua tenuta.
Non presente in Aula per la votazione anche Angelino Alfano, il tutto per effettuare un vero e proprio pressing contro l'esecutivo di Mario Monti.
Chiaro l'avvertimento di Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl a Montecitorio, che nel corso del suo intervento in Aula prima del voto, rivolto al ministro della Giustizia Severino, precisa: "Non ci venga a proporre ulteriori emendamenti o fiducie perché noi non voteremmo la fiducia".
A giudizio del Pdl, il governo avrebbe impedito il libero dibattito sul ddl anticorruzione, e Cicchitto, precisa: "Al Senato sosterremo la responsabilità civile dei giudici e le diamo, signor ministro, un elemento di riflessione: non ci venga a proporre emendamenti con l'esercizio da parte del governo di quello che è avvenuto qua, perché noi in questo caso non voteremo la fiducia su questo punto, perché non vorremmo essere ulteriormente strangolati".
Cicchitto quindi ribadisce che l'intenzione del Pdl è quella di modificare il disegno di legge contro la corruzione, nella terza lettura al Senato, nelle parti relative al reato di concussione e alla nuova fattispecie del "traffico di influenze".
Non sembra scomporsi più di tanto il Guardasigilli Severino, che esprime "grande soddisfazione per l'approvazione della legge, sia pure attraverso una fiducia che avrei personalmente evitato - aggiunge - ma il voto oggi dimostra che era necessaria".
La Severino precisa però che le norme sulla concussione "non sono state scritte per nessuno, non ho pensato ad alcun processo".

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