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Buoni pasto statali: nella spending review si pensa di tagliarli

Probabilmente in futuro sarà il "taglio" la caratteristica principale che verrà ricordata del governo Monti. In questo caso, ad essere tagliati potrebbero essere i buoni pasto di circa 450mila statali, nel pacchetto sulla spending review.

Tra le ipotesi al vaglio nel pacchetto sulla spending review ci sarebbe quello di ridurre a 5,29 euro l'importo dei buoni pasto per oltre 450mila dipendenti pubblici, importo che oggi invece di media si aggira tra i 7 e gli 8 euro.
L'idea sarebbe venuta al commissario per la spending review (ex liquidatore Parmalat) Enrico Bondi, visto che a quanto pare il taglio sull'importo dei buoni pasto potrebbe significare per le casse dello Stato un risparmio di oltre 10 milioni di euro.
Ma l'Associazione nazionale delle società emettitrici buoni pasto (Anseb) avverte che "questa presunta riduzione di almeno due euro significa tornare al valore di acquisto di 15 anni fa e quindi togliere fisicamente il pane dalla bocca a tanti lavoratori senza far risparmiare in maniera significativa lo Stato", come sottolinea il suo presidente Franco Tumino.
Già da anni, invece, le società emettitrici di buoni pasto chiedono di innalzare la soglia esentasse ad 8 euro (ora fissa a 5,29, mentre la differenza è a carico in parte del lavoratore e in parte dell'azienda), perché ciò genererebbe un incremento del potere d'acquisto, tesi a quanto pare avvalorata nei giorni scorsi anche da uno studio dell'Università Bocconi di Milano, ricerca in collaborazione con due società emettitrici di buoni pasto, la Sodexo Motivation Solutions e Day Ristoservice Servizio Buoni Pasto.

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