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Abolizione finanziamento pubblico ai partiti: le regole per i contributi volontari

Il CdM ha approvato l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, stabilendo le nuove regole per una contribuzione volontaria ai partiti politici, che per usufruirne dovranno assicurare un democrazia interna, trasparenza e controlli sulle relative spese. A sostenere i partiti saranno finanziamenti provati e il 2 x 1000 eventualmente versato in sede di dichiarazione dei redditi.

Il CdM ha approvato l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, stabilendo le nuove regole per una contribuzione volontaria ai partiti politici, che per usufruirne dovranno assicurare un democrazia interna, trasparenza e controlli sulle relative spese. Il governo Letta, infatti, ha previsto che, come da nota di Palazzo Chigi, per ottenere i contributi volontari, i partiti politici dovranno organizzarsi secondo requisiti minimi idonei a garantire la democrazia interna e dovranno assicurare la trasparenza e l'accesso a tutte informazioni relative al proprio funzionamento, anche mediante la realizzazione di un sito internet, completo nelle informazioni, chiaro nel linguaggio, facile nella consultazione. Su questo sito dovrà essere pubblicato il rendiconto di esercizio corredato dalla relazione sulla gestione e dalla nota integrativa, nonché il verbale di approvazione del rendiconto di esercizio.

Il disegno di legge varato del Consiglio dei Ministri, inoltre, comprende nuove disposizioni in materia di comunicazione politica fuori dalla campagna elettorale: i partiti politici avranno diritto ad accedere a spazi televisivi messi a disposizione a titolo gratuito dalla concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ai fini della trasmissione di messaggi (della durata massima di un minuto) diretti a rappresentare alla cittadinanza i propri indirizzi politici.

Nel dettaglio, possono essere ammessi ad ottenere il finanziamento privato in regime fiscale agevolato i partiti politici che abbiano conseguito, nell'ultima consultazione elettorale, almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica o in un'assemblea regionale, o che abbiano presentato, nella stessa consultazione elettorale, candidati in almeno tre circoscrizioni per le elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati o in almeno tre del Senato della Repubblica o delle assemblee regionali, o in almeno una circoscrizione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia.

Le erogazioni liberali in denaro, effettuate dalle persone fisiche in favore dei partiti politici, avranno dall'imposta lorda una detrazione pari: al 52 per cento per importi compresi fra 50 euro e 5.000 euro annui; al 26 per cento (stessa percentuale di detrazione riservata per erogazioni alle Onlus) per importi tra i 5.001 e i 20.000 euro.

I partiti politici che abbiano conseguito nell'ultima consultazione elettorale almeno un rappresentante eletto alla Camera dei deputati o al Senato della Repubblica potranno essere ammessi alla ripartizione annuale del 2 x 1000 della propria imposta sul reddito (IRE). Una decisione che assumerà il contribuente, sempre a decorrere dall'anno finanziario 2014, in fase di dichiarazione dei redditi mediante la compilazione di una scheda recante l'elenco dei soggetti aventi diritto.

Proprio perché il sistema di regolamentazione della contribuzione volontaria ai partiti politici prenderà avvio tecnicamente solo a giugno 2015 quando gli italiani saranno infatti chiamati a dichiarare i propri redditi relativi al 2014, con una messa a regime a partire quindi dal 2016, il disegno di legge prevede in via transitoria, a tutti i partiti è riconosciuto il taglio:
- del 40 per cento nel primo esercizio successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge;
- del 50 per cento nel secondo esercizio successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge;
- del 60 per cento nel terzo esercizio successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge.
Con il quarto esercizio finanziario successivo a quello dell'entrata in vigore del disegno di legge, il finanziamento pubblico ai partiti cesserà quindi definitivamente.

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