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Abolizione Province: i criteri e le soppresse. Da Lombardia a Sardegna

Il governo ha definito i criteri per l'abolizione delle Province. Ecco quali Province rischiano la soppressione, dalla Lombardia fino in Sardegna. Solo dopo la proposta del Consiglio delle autonomie locali l'abolizione delle Province diverrà effettiva.

Palazzo Chigi comunica che il Consiglio dei Ministri ha definito i criteri per l'abolizione delle Province, i cui parametri generali erano stati definiti all'interno del decreto sulla spending review . Come anticipato, l'abolizione delle Province avverrà sulla base di due criteri, e cioè la dimensione territoriale e la popolazione. Il Cdm ha quindi stabilito che i nuovi enti dovranno avere almeno 350mila abitanti ed estendersi su una superficie territoriale non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati. Il governo Monti ricorda quindi che le nuove Province potranno esercitare competenze solo in materia ambientale, di trasporto e viabilità, mentre tutte le altre passeranno ai Comuni. Infine, si ricorda che le 10 Province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria saranno abolite entro il 1 gennaio 2014 con l'istituzione delle corrispondenti Città metropolitane. Come stabilito inoltre nella spending review, rimane la stretta per i dipendenti delle Province, perché queste non potranno assumere personale a tempo indeterminato.

Le Province che dovrebbero essere abolite in base ai criteri stabiliti dal Consiglio dei ministri. In Lombardia rimarrebbero solo Milano Brescia, Bergamo e Pavia mentre sarebbero soppresse le Province di Lecco, Lodi, Como, Monza Brianza, Mantova, Cremona, Sondrio e Varese. In Piemonte rimarrebbero le Province di Torino, Cuneo e Alessandria, mentre verrebbero accorpate Vercelli, Asti, Biella, Verbano-Cusio e Novara. In Liguria rimarrebbero solo due Province, e cioè Genova e La Spezia, mentre a rischio soppressione sono Savona e Imperia. In Emilia Romagna sarebbero abolite invece le Province di Reggio Emilia, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Piacenza, mentre rimarrebbero Bologna, Parma, Modena e Ferrara. Nel Veneto rimarrebbero le Province di Venezia, Verona e Vicenza mentre sarebbero accorpate Rovigo, Belluno, Padova, Treviso. In Friuli si salverebbero Trieste e Udine mentre sarebbero soppresse le Province di Pordenone e Gorizia.
In Toscana ci sarebbe invece una vera strage di Province, poiché su dieci si salverebbe solo Firenze, mentre sarebbero abolite Grosseto, Arezzo, Siena, Lucca, Prato, Massa Carrara, Pistoia, Pisa e Livorno. Anche in Umbria sarebbe soppressa Terni e rimarrebbe solo la Provincia di Perugia. Il presidente dell'Upi Umbria nonché attuale presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi, sottolinea però che nella Regione "non è applicabile" un modello tipo come quello della Valle d'Aosta. Le Province salve nelle Marche sarebbero Ancona, Pesaro e Urbino, mentre andrebbero abolite Ascoli Piceno, Macerata e Fermo. Nel Lazio, invece, rimarrebbe la Provincia di Roma e Frosinone, mentre sarebbero soppresse Latina, Viterbo e Rieti. In Abruzzo l'abolizione delle Province non comprenderebbe L'Aquila e Chieti, mentre rischiano l'accorpamento Teramo e Pescara. In Molise, verrebbe soppressa Isernia e rimarrebbe la Provincia di Campobasso. In Campania rimarrebbero le Province di Napoli, Salerno, Caserta e Avellino, via Benevento. La Basilicata perderebbe invece la Provincia di Matera, e rimarrebbe solo Potenza.
Più si va al Sud più le Province abolite diventano tante. In Puglia rimarrebbero le Province di Bari, Foggia e Lecce, mentre verrebbero soppresse Taranto, Brindisi e Barletta-Andria. In Calabria, le Province che si salvano sarebbero Reggio Calabria, Catanzaro e Cosenza mentre verrebbero accorpate Crotone e Vibo Valentia. In Sicilia, invece, si salvano Palermo, Catania, Messina e Agrigento, mentre si dovrebbe dire addio alle Province di Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani. Anche in Sardegna, la scure sulle Province è pesante. In vita rimarrebbe solo la Provincia di Cagliari, mentre abolite sarebbero Olbia Tempio, Medio Campidano, Ogliastra, Carbonia-Iglesias, Nuoro, Oristano e Sassari.
Il governo informa che la deliberazione sui criteri per l'abolizione delle Province passerà ora in mano al Consiglio delle autonomie locali (CAL), che a sua volta ritrasmetterà all'esecutivo la sua proposta finale. Dopodichè il governo promuoverà un atto legislativo che renderà effettiva l'abolizione delle Province interessate.

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