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Abolizione Province: cartina. CdM: "Uffici saranno di fatto dimezzati"

Pronta la nuova cartina dell'Italia dopo il riassetto (termine che ha preso il posto di abolizione) delle Province. Il CdM tra le altre cose avvisa che oltre alla riorganizzazione deglli uffici territoriali di governo anche "gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati".

Il decreto legge varato oggi dal Consiglio dei Ministri consegna al Paese una nuova organizzazione delle istituzioni locali. E' un percorso che come UPI abbiamo contribuito a portare avanti, ma riteniamo che su alcuni territori siano state fatte forzature che non tengono conto a pieno delle realtà socio economiche delle comunità" spiega in una nota il presidente dell'Unione Province d'Italia Giuseppe Castiglione dopo le decisione comunicate dal governo in seguito alla riunione del Consiglio dei Ministri. Palazzo Chigi informa infatti che il CdM "ha approvato il decreto legge che completa il percorso avviato nel mese di luglio, finalizzato al riordino delle Province e all'istituzione delle città metropolitane". Il governo ribadisce che "dal 1 gennaio 2013 le giunte delle Province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l'esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali" mentre "il numero delle Province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da 86 a 51 (ivi comprese le città metropolitane)".

Per quanto riguarda invece il riordino delle Province delle Regioni a statuto speciale l'esecutivo se ne occuperà più avanti visto che "la legge sulla spending concedeva a queste realtà 6 mesi di tempo in più" ricorda il ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi. Il sito di Palazzo Chigi pubblica quindi la cartina che raffigura come sarà suddivisa l'Italia dopo l'abolizione delle Province , anche se Castiglione dell'UPI sottolinea come "le nuove Province non dovranno essere una banale riscrittura geografica dei confini, ma istituzioni chiamate ad esercitare funzioni determinati, capaci di tenere insieme in maniera unitaria comunità, tessuto sociale, economico e produttivo, spesso estremamente differenziato". Castiglione inoltre precisa come "sia sbagliato avere deciso di cancellare le giunte dal gennaio 2013, perché il vero processo di riordino inizia proprio adesso e non si può immaginare che un presidente, da solo, possa gestire tutti gli adempimenti che il decreto stesso gli impone di portare a termine, tra l'altro con scadenze strettissime" visto che "ci sarà da unificare bilanci, piani territoriali, reti di trasporto, beni mobili e immobili e personale". Per il momento, il governo rende solamente noto che "il riordino delle Province è stata l'occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un'altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica" e che "il provvedimento consente inoltre una razionalizzazione delle competenze, in particolare nelle materie precipuamente 'provinciali' come la gestione delle strade o delle scuole".

Come già anticipato nel decreto sulla spending review, inoltre, "dal 1 gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le Province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto". Il decreto legge stabilisce che "gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo" ma per il momento blocca l'abolizione degli Assessorati". Il governo avvisa infine che "il riordino delle Province è il primo tassello di una riforma più ampia che prevede la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto" sottolineando che "dunque anche gli altri uffici su base provinciale saranno di fatto dimezzati", portando dei risparmi alla pubblica amministrazione che potranno essere calcolati solo al termine del processo di riforma. Nel novembre 2013 si terranno le elezioni per eleggere i nuovi governanti delle Province accorpate.

Ecco la nuova mappa delle Province dopo l'abolizione (o meglio accorpamento):

- Lombardia (7): Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia;
- Piemonte (5): Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli;
- Veneto (5): Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia;
- Emilia Romagna (5): Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini;
- Liguria (3): Imperia-Savona, Genova, La Spezia;
- Toscana (4): Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno;
- Marche (3): Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno;
- Umbria (1): Perugia-Terni;
- Lazio (3): Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone;
- Abruzzo (2): L'Aquila-Teramo, Pescara-Chieti;
- Molise (1): Campobasso-Isernia;
- Campania (4): Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno;
- Puglia (4): Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce;
- Basilicata (1): Potenza-Matera;
- Calabria (3): Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.

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