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Glifosato: al via restrizioni in Italia. Ma non è vietato importare grano trattato

Dal 22 agosto scattano le restrizioni sull'uso e commercio del glifosato, uno dei più potenti erbici al mondo. In Italia sarà vietato l'uso del glifosato nella fase pre raccolto ma sarà ancora permesso importare grano trattato con questo diserbante. Il rapporto Ispra conferma che il glifosato non si degrada velocemente.

L'Europa ancora tentenna sulla necessità di vietare l'uso del glifosato. Nel giugno scorso la Commissione UE infatti non ha ottenuto ancora una volta il sostegno necessario della maggioranza qualificata dei Paesi europei per la sua proposta di prorogare l'autorizzazione dell'erbicida più potente al mondo (brevettato dalla Monsanto nel 1974), con l'Italia che al momento della votazione si è astenuta.

L'autorizzazione del glifosato è scaduta a giugno 2012, ma la Commissione europea l'ha già prorogata due volte, nel 2011 e nel 2015. Nonostante lo scetticismo dei Paesi membri, alla fine la Commissione UE (organo non eletto da nessun cittadino) ha infine rinnovato l'autorizzazione al commercio di prodotti contenenti il principio attivo per 18 mesi, in attesa di nuovi studi sulla sua sicurezza.

A marzo dello scorso anno la IARC aveva classificato il glifosato come "probabilmente cancerogeno" mentre pochi mesi dopo l'Efsa ha espresso un parere diametralmente opposto definendo il diserbante come invece "probabilmente non cancerogeno". Greenpeace ricorda però che "mentre la valutazione dell'Efsa è basata in parte su studi riservati commissionati dagli stessi produttori di glifosato, la valutazione IARC è basata esclusivamente su dati scientifici pubblicamente accessibili".

In attesa quindi di una decisione definitiva a livello comunitario, l'Italia con decreto ministeriale ha adottato una serie di restrizioni all'uso e al commercio del glifosato (e a quei prodotti fitosanitari contenenti la sostanza attiva glifosate), che entrano in vigore a partire da oggi 22 agosto. Diventano inoltre fuori legge i formulati che avevano ancora il coformulante ammina di sego polietossilata.

In sostanza, il glifosato non potrà più essere utilizzato in quelle aree frequentate da bambini e anziani, come parchi giochi e cortili, e al bordo delle strade e delle ferrovie. Inoltre, sarà vietato in agricoltura irrorare le piantagioni nella fase del raccolto. Per quanto riguarda il commercio, l'impiego delle scorte giacenti sarà consentito solo previa rietichettatura e con limiti temporali: tre mesi per la vendita e sei mesi per l'utilizzo.

"Adesso, l'attenzione deve concentrarsi sulle importazioni dei prodotti alimentari provenienti da Paesi che continuano ad usare il glifosato in pre raccolta e sugli accordi commerciali come il TTIP che rischiano di portare una deregulation pericolosa in Europa che non ha preso ancora una posizione comune sull'impiego del glifosato" osserva Filippo Gallinella, deputato del MoVimento 5 Stelle.

Come ricorda però la Coalizione Stop Glifosato, l'erbicida può contaminare il suolo, l'aria e le acque superficiali e profonde, quindi eliminare il suo impiego solo nel periodo di pre raccolta non risolve il problema tossicità e di inquinamento. A confermarlo il recente rapporto Ispra sui pesticidi nelle acque italiane che evidenzia che le sostanze più diffuse sono proprio il glifosato e il suo metabolita AMPA, il che vuol dire che il diserbante non si degrada velocemente senza creare problemi come sostengono invece diversi produttori.

La Coalizione chiede quindi "un divieto totale di utilizzo del glifosato in agricoltura con divieto d'importazione di grano trattato con questo diserbante, per tutelare la nostra salute e la produzione del grano in Europa con più elevati standard di tutela ambientale".

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