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Tettamanzi: manovre diano speranza ai giovani, oggi poveri di futuro

Il cardinale Dionigi Tettamanzi sta per lasciare la guida di Milano, e a Famiglia Cristiana parla di come in questi 9 anni sia cambiata la città, spiegando che "gli anni della cosiddetta Tangentopoli pare che qui non abbiano insegnato nulla" e auspicando che le "manovre economiche" diano "vera speranza ai giovani".

Il cardinale Dionigi Tettamanzi sta per lasciare la guida della cattedra di San Carlo Borromeo, e al suo posto arriverà il prossimo 25 settembre l'attuale patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Scola. Alberto Bobbio e Saverio Gaeta di Famiglia Cristiana intervistano (http://is.gd/fHdEXJ) Tettamanzi per avere da lui non solo un bilancio di questi 9 anni in cui è stato la guida di Milano ma anche per capire come sia cambiata la città. Tettamanzi spiega prima di tutto che "a Milano ho trovato una Chiesa forte, una tradizione viva, ricca di fede e di umanità (...) una marcata propensione al dialogo, un'apertura mentale, culturale e spirituale che alcuni venti avversi, spirati violentemente in questi anni, non sono riusciti a sradicare", ma evidenzia anche di aver notato "il progressivo impoverimento economico delle famiglie, ma al tempo stesso l'aumento della pratica della solidarietà; la crescente disaffezione verso la politica e l'aumentata voglia di 'dire la propria' sulla città; il peggioramento di alcune prospettive di stabilità per il lavoro dei giovani ma, insieme, le accresciute opportunità formative e culturali; l'aumento del numero degli immigrati e la crescente incapacità a farli sentire protagonisti della società; l'aumento della ricchezza per pochi, l'indebitamento crescente per molti". Il vescovo a Milano, che come lui stesso sottolinea "deve avere il coraggio e la libertà di dire quel che pensa sia giusto, quel che dice il Vangelo, senza temere le critiche", non manca poi di sottolineare che soprattutto una cosa non è cambiata, e cioè che "gli anni della cosiddetta Tangentopoli pare che qui non abbiano insegnato nulla, visto che purtroppo la questione morale è sempre d'attualità". Tettamanzi parla di molte cose, dall'immigrazione che non dovrebbe più essere vista come "un problema" ma come "una opportunità" al fatto che "la nostra società vive di parole, troppe e spesso inutili parole" mentre "la donna e l'uomo di oggi sperimentano l'insopprimibile bisogno di una parola affidabile" spiegando: "E la Parola di Dio, se adeguatamente annunciata e udita, ha questa forza sempre nuova, dirompente, che a volte scandalizza, ed è capace di attrarre e affascinare l'uomo contemporaneo". Ma il cardinale si sofferma anche sulle problematiche dei più deboli, che "oggi sono purtroppo i giovani, preoccupati per la mancanza di prospettive serie di lavoro, di famiglia, di stabilità, di spazi di giusto protagonismo, di modelli di vita, di opportunità dove misurarsi e mettersi alla prova - sottolineando - insomma, poveri di futuro". Il vescovo di Milano afferma che da questo punto di vista "il Paese è peggiorato" esortando "chi governa" ad "avere il coraggio e la determinazione di impostare le manovre economiche assicurando una vera speranza ai giovani, all'infanzia, alla scuola". E il vero cambiamento arriverà quando ci sarà "la conversione degli 'stili di vita', che devono essere fortemente segnati dalla sobrietà e dall'essenzialità", come ricorda Tettamanzi.

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