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Giovani della CGIL domandano a Monti: dov'è l'equità? Più 3 domande

La manovra "salva Italia" sembra a lungo andare sempre meno equa rispetto a come era stata presentata. I giovani della CGIL chiedono più "equità intergenerazionale e sociale", e pongono a Mario Monti tre domande. Che probabilmente non otterranno risposta.

Nonostante Mario Monti continui a sostenere che la manovra "salva Italia" sia equa, da più parti cominciano (timidamente) a farsi sentire quei soggetti che dalla stessa non vengono minimanente considerati, figurarsi tutelati. Tra questi le nuove generazioni, e in particolare i "Giovani NON+ disposti a tutto" della CGIL, che ricordano come "solo pochi giorni fa l'OCSE ha reso pubblici dati ancora più allarmanti sull'aumento della disuguaglianza in Italia" (leggi Corriere della Sera http://is.gd/bVNenI). Nonostante "nel nostro Paese di equità ce ne sarebbe davvero bisogno", continuano i "NON+", come di "equità intergenerazionale ed equità sociale", nella "manovra di tutto questo non c'è traccia", sottolineano, approfittando per fare 3 domande a Mario Monti che in realtà "qualche impegno se l'era preso". Per prima cosa i "Giovani di NON+" fanno notare che "l'intervento sulla previdenza doveva essere volto a dare una pensione dignitosa ai giovani - chiedendo quindi - ma senza lavoro o con lavori precari, con bassi compensi e bassi versamenti quale pensione avremo?", spiegando che "la scelta di allungare l'età pensionabile nell'immediato bloccherà ulteriormente l'accesso dei giovani al lavoro" ed evidenziando come "nella manovra è assente qualsiasi intervento volto a sostenere il futuro previdenziale dei giovani, in particolare per chi ha carriere discontinue". I "NON+" precisano poi che è "bene incentivare l'assunzione dei giovani (sempre che si tratti di assunzioni stabili)" ma chiedono a cosa può servire "se contemporaneamente non c'è un indirizzo nella politica industriale e non si fa ripartire lo sviluppo?". Infine, i giovani della CGIL domandano a Monti: "L'aumento dell'IVA e delle addizionali non peseranno di più sui redditi bassi e in particolare sui giovani e precari? - e ancora - L'intervento pesantissimo sull'indicizzazione delle pensioni non colpisce esattamente le fasce più deboli?", sottolineando come infatti quest'ultimo intervento andrà a colpire "in primo luogo nonni e genitori che attualmente rappresentano l'unico ammortizzatore sociale". Chiarendo che "il contrasto alla precarietà e l'estensione degli ammortizzatori sociali" sono gli "interventi da intraprendere con urgenza e serietà", i "Giovani NON+ disposti a tutto" annunciano una mobilitazione per il 12 dicembre, in occasione dello sciopero sciopero generale unitario (di CGIL, CISL e UIL) contro manovra.

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