le notizie che fanno testo, dal 2010

ESDE 2017: giovani d'oggi ed i loro figli vivranno peggio dei genitori

Anche il report ESDE 2017 della Commissione europea conferma la rottura del patto generazionale. "I giovani d'oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni peggiori rispetto ai genitori" avverte il commissario Thyssen, spiegando che i giovani lavoratori di oggi e le generazioni future dovranno inoltre farsi carico di un doppio onere.

Un nuovo studio, stavolta della Commissione europea, conferma che l'Italia è ben lontana dal superare la crisi economica. L'ultima indagine annuale sull'occupazione e sugli sviluppi sociali in Europa (Employment and Social Developments in Europe - ESDE) rivela che nel nostro Paese ben il 19,9% dei giovani tra 15 e 24 anni non studia e non lavora (Neet), contro una media UE dell'11,5%. Solo in Italia, Estonia e Romania, poi, il numero di persone che vivono in condizioni di povertà estrema (11,9%) è aumentato fra 2015 e 2016.
La situazione per i giovani è drammatica. Coloro che vogliono un lavoro fanno infatti fatica a trovarlo. La disoccupazione giovanile in Italia resta a livelli altissimi (37,8%), e stanno peggio solo i giovani di Grecia (47,3%) e Spagna (44,4%). Ma anche chi riesce a trovare una occupazione è "considerevolmente più a rischio precarietà", perché in più del 15% dei casi ha contratti atipici e se ha meno di 30 anni guadagna in media meno del 60% di un lavoratore ultrasessantenne. Ciò ovviamente comporterà una minore copertura previdenziale.

Anche nel resto dell'Europa la situazione non è comunque rosea. I dati del report, infatti, dimostrano che sulle generazioni più giovani grava un onere particolarmente elevato. "I giovani d'oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni peggiori rispetto ai genitori, e non è quello che vogliamo. È necessario agire rapidamente" avverte Marianne Thyssen, commissario UE responsabile per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori.

Dall'indagine ESDE 2017 emerge infatti che malgrado i costanti miglioramenti del tenore di vita nell'UE, i giovani non beneficiano di questa evoluzione positiva tanto quanto le generazioni precedenti. A ciò va aggiunto che la quota di reddito da lavoro delle fasce più giovani della popolazione si è ridotta nel tempo. Queste problematiche influiscono sulle decisioni dei giovani relative al nucleo familiare, come l'avere figli o l'acquisto di una casa; ciò può a sua volta ripercuotersi negativamente sui tassi di fecondità e di conseguenza sulla sostenibilità dei sistemi pensionistici e sulla crescita.

Lo studio inoltre prevede che per la popolazione in età lavorativa ci sarà un calo dello 0,3% annuo da qui al 2060. Ciò significa, viene spiegato, che una forza lavoro ridotta dovrà fare in modo di garantire il mantenimento dell'attuale tendenza alla crescita. Ne consegue anche che i regimi pensionistici saranno contemporaneamente alimentati da un minor numero di contribuenti - spesso con versamenti di minore entità e/o irregolari, non essendo corrispondenti a quelli del lavoro a tempo pieno e/o standard - mentre aumenterà il numero dei pensionati che ne dipenderanno.
Di conseguenza, i giovani lavoratori di oggi e le generazioni future devono pertanto farsi carico di un doppio onere che deriva dai cambiamenti demografici e dalla necessità di garantire la sostenibilità dei regimi pensionistici.

© riproduzione riservata | online: | update: 17/07/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
ESDE 2017: giovani d'oggi ed i loro figli vivranno peggio dei genitori
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI