le notizie che fanno testo, dal 2010

Caritas: 1 giovane su 10 in povertà assoluta. Nel 2030 autonomi a 50 anni

La Caritas conferma quella che è la vera emergenza nazionale. In Italia, infatti, 1 giovane su 10 vive in uno stato di povertà assoluta e nel 2030 i figli riusciranno ad essere autonomi non prima dei 50 anni. Nel frattempo, continuano ad arricchirsi gli ex baby boomers, ormai ultra 65enni.

Un nuovo rapporto, questa volta della Caritas, conferma che per la prima volta nella storia i figli stanno peggio, socialmente ed economicamente, dei genitori ed i nipoti peggio dei nonni. "Il futuro di molti giovani in Italia non è serenamente proiettato verso l'avvenire" si sottolinea nel rapporto dall'eloquente titolo "Futuro anteriore", nel quale si denuncia che l'Italia non sarà in grado di rispettare la Strategia Europa 2020 che avrebbe dovuto portare entro tale data il numero complessivo di poveri presenti sul territorio a 12.557.000 unità. Nel 2015 (ultimo anno disponibile per questo tipo di dato fornito dall'Eurostat) in Italia il numero totale di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale è invece di 17 milioni e 469mila (28,8% della popolazione), dato probabilmente in continua crescita vista la perdurante crisi.

A stare peggio, inoltre, sono le nuove generazioni, quelle cioè che dovrebbero mettere su famiglia e garantire un futuro a questo Paese. Invece, a differenza del periodo pre crisi, sono i giovani ed i giovanissimi (under 34) a vivere in condizioni più critiche, "più allarmanti di quelle vissute un decennio fa dagli ultra 65enni". Come nei peggiori incubi della fantascienza, nel nostro Paese infatti "la povertà tende a crescere al diminuire dell'età". Il rapporto svela infatti che oggi "in Italia un giovane su 10 vive in uno stato di povertà assoluta" mentre "nel 2007 si trattava di appena un giovane su 50". "In soli dieci anni - si sottolinea - l'incidenza della povertà tra i giovani (18-34) passa dall'1,9% al 10,4%". Al contrario "diminuisce tra gli over 65 (dal 4,8% al 3,9%)".

Il tutto è ascrivibile da un lato al bene casa (in Italia l'80% degli anziani vive in una casa di proprietà), dall'altro alle tutele fornite dal sistema previdenziale (argomento di discussione privilegiato in politica in quanto gli over 65 sono il principale bacino elettorale da aggredire).

Se si considera invece la fascia d'età che va dai 15 ai 24 anni, in Italia il fenomeno della povertà giovanile è ugualmente in
forte aumento. I ragazzi a rischio di povertà ed esclusione sociale in Italia sono passati da 1 milione e 732mila del 2010 a 1 milione e 995mila del 2015 (223.000 giovani poveri in più, pari ad un incremento del 12,9%). Il rischio di povertà ed esclusione sociale riguarda quindi il 33,7% dei giovani italiani (6,4 punti percentuali in più rispetto a quanto accade nel resto d'Europa).

In termini reali la ricchezza media delle famiglie con capofamiglia tra i 18 e i 34 anni è meno della metà di quella registrata nel 1995, mentre quella delle famiglie con capofamiglia con almeno 65 anni è aumentata di circa il 60%: il rapporto tra quest'ultima e quella dei più giovani è passato da meno dell'unità a oltre tre.

Ecco perché l' "indice di divario generazionale" (GDI) messo a punto dalla Fondazione Bruno Visentini permette di attestare che se un giovane nel 2004 impiegava 10 anni per costruirsi una vita indipendente, nel 2020 ne impiegherà 18 e nel 2030 addirittura 28, diventando quindi autonomo quasi a cinquant'anni (se ovviamente ci arriva visto lo stato d'indigenza prospettato).

Se ovviamente la povertà risulta essere più alta, pari al 23,2%, tra i disoccupati (peggiorata notevolmente nel corso del 2016) la Caritas segnala il pericoloso fenomeno delle famiglie che vivono una "in-work poverty", vale a dire una condizione di deprivazione nonostante l'impiego di uno o più membri.

Ancora più allarmante risulta essere poi la situazione dei minori visto che "in Italia se ne contano 1 milione 292mila che versano in uno stato di povertà assoluta (il 12,5% del totale; nel 2015 erano il 10,9%)". La Caritas avverte che la povertà dei minori è "uno dei fenomeni più drammatici del nostro tempo" perché "tra i più piccoli, le ristrettezze e le privazioni, sia di ordine materiale (pasti adeguati, acquisto di libri o giochi adatti alla propria età, accesso ad attività sportive o momenti di svago e di vacanza, ecc.) che di ordine educativo, generano effetti e ripercussioni sull'intero ciclo di vita".

Ecco perché gli ostacoli che si frappongono ad una piena realizzazione dei progetti di vita dei giovani d'oggi sono decisamente aumentati (ed aumenteranno ulteriormente) rispetto a quelli che dovevano superare le generazioni precedenti, che si permettono però di pontificare sulle carriere discontinue dei giovani come ha fatto recentemente Beppe Severgnini per attaccare il 31enne Luigi Di Maio.

Oltre al fatto che in Italia, ancora oggi, "la classe di origine influisce in misura rilevante sulla mobilità sociale, determinando disuguaglianze nelle opportunità degli individui", la Caritas ricorda inoltre (anche al quasi 61enne giornalista) che "i cosiddetti Millennials, nati tra gli anni Ottanta e gli anni Duemila, si trovano oggi a costruire il proprio futuro in un contesto di particolare difficoltà e di crescente incertezza; contrariamente a quanto è avvenuto per i baby boomers figli del boom economico e della crescita industriale, proiettati verso una mobilità per lo più ascendente, e che oggi sembrano dominare (è proprio il termine esatto, ndr) in termini di ricchezza e di reddito medio, approdando ad una vecchiaia da 'silver boomers'".

© riproduzione riservata | online: | update: 17/11/2017

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE:

social foto
Caritas: 1 giovane su 10 in povertà assoluta. Nel 2030 autonomi a 50 anni
Mainfatti, le notizie che fanno testo
Questo sito utilizza cookie di terze parti: cliccando su 'chiudi', proseguendo la navigazione, effettuando lo scroll della pagina o altro tipo di interazione col sito, acconsenti all'uso dei cookie. Per saperne di piu' o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie fai clickQUICHIUDI