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WikiLeaks: risposta USA "disperata e pericolosa", dice l'IFJ

La Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ) condanna in modo duro la risposta USA alla "fuga di notizie" di WikiLeaks, che "rivelano la corruzione e l'ipocrisia nella vita pubblica". La IFJ è poi preoccupata per l'incolumità di Assange e del soldato Bradley Manning.

Arriva la solidarietà per WikiLeaks non solo dai giornalisti indipendenti ma anche dalla prestigiosa Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ), cosa che dovrebbe scaldare il cuore (se ancora ne è rimasto un pezzetto) della "grande stampa" italiana che ha mantenuto (per le stesse ragioni di indipendenza che ci posizionano in fondo alla classifica per la libertà di stampa nel mondo) atteggiamenti freddi verso Julian Assange e WikiLeaks.
Come ha scritto senza esitare il nostro Bruno Porta Ballai sullo spegnimento di WikiLeaks.org "si tratta di un gravissimo attentato alla libertà di stampa e di espressione ma anche un segnale di impotenza, da parte dell'e-government mondiale, che non ha trovato niente di meglio da fare che 'staccare la spina' al sito di Julian Assange".
La International Federation of Journalists dice proprio questo, condannando senza mezzi termini la reazione statunitense alla "fuga di notizie" del sito di Julian Assange come una reazione "disperata e pericolosa" degli USA.
Parole dure pesanti, espresse ieri in una nota, che accusano gli Stati Uniti, forse perché patria e bandiera di questi diritti, per tutta la gestione della vicenda WikiLeaks.
Ricordiamo che la Federazione Internazionale dei Giornalisti è nata nel 1926 e rappresenta 600.000 aderenti il 125 Paesi del mondo, ed è la più grande associazione di giornalisti esistente.
"E' inaccettabile cercare di negare alle persone il diritto di sapere", dice il Segretario Generale della Federazione Internazionale dei Giornalisti Aidan White e continua: "Queste rivelazioni possono essere imbarazzanti nel dettaglio, ma rivelano anche la corruzione e l'ipocrisia nella vita pubblica che è degna di un controllo pubblico. La risposta degli Stati Uniti è disperata e pericolosa perché va contro i principi fondamentali della libertà di espressione e della democrazia".
Non solo la IFJ è molto preoccupata per l'incolumità di Julian Assange e del soldato Bradley Manning che pare sia la "gola profonda" elettronica di parte delle centinaia di migliaia di file. Negli Stati Uniti si invoca già la pena di morte per il soldato Manning, cosa che inorridisce.
Dice ancora Aidan White segretario della Federazione Internazionale dei Giornalisti che "l'IFJ e i suoi membri sostengono i diritti degli informatori e la responsabile diffusione di informazioni nel pubblico interesse" e continua: "Questa reazione eccessiva dei politici e dei loro alleati illustrano che non hanno capito l'importanza storica di questi eventi. Il diritto di sapere dei cittadini non è qualcosa che può essere deliberatamente ignorato".

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