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Vieni Via con me, Walter Tobagi: migliorare le cose è possibile

Sul palco di "Vieni via con me" Benedetta Tobagi legge un "elenco di cose che le ha lasciato suo padre Walter", il giornalista assassinato negli anni '80 consapevole "che migliorare le cose è molto difficile, ma è possibile".

Ieri sera sul palco di "Vieni via con me" Benedetta Tobagi legge un "elenco di cose che le ha lasciato suo padre Walter".
Walter Tobagi è stato un coraggioso giornalista e scrittore italiano che fu assassinato in un attentato terroristico il 28 maggio 1980 dalla Brigata XXVIII marzo, un gruppo terrorista di estrema sinistra.
Ma come la storia italiana ci ha ormai insegnato, dietro i delitti perpetrati durate o a ridosso degli "anni di piombo" c'è ancora qualcosa che non è stato raccontato.
Ancora oggi ci sono colleghi che si occupano dell'omicidio Tobagi tanto che solo lo scorso 24 novembre Enrico Paissan, vicepresidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, sul sito dell'ODG rende nota la "decisione della quinta sezione penale della Corte di Cassazione di confermare la condanna per diffamazione dei colleghi Renzo Magosso e Umberto Brindani" sottolineando che il "caso in oggetto" si riferisce proprio "ad una inchiesta sull'assassinio di Walter Tobagi".
Paissan sottolinea come tale decisione della Cassazione "non può non destare forte preoccupazione in quanti ritengono che il diritto di cronaca rappresenti uno dei presidi fondamentali della libertà di espressione del nostro Paese" spiegando che ogni giorno che passa la professione giornalistica incontra "crescenti ostacoli e ulteriori difficoltà che corrono il rischio di arrecare un danno grave e irreparabile all'essenziale funzione di mediazione svolta dai giornalisti verso i cittadini e la pubblica opinione".
Perché come ricorda a "Vieni via con me" la figlia, Walter Tobagi definisce il giornalismo "Poter capire, voler spiegare".
Benedetta Tobagi riporta poi una frase di Spinoza e di Gregorio Magno che il padre aveva annotato sul suo diaro che amava scrivere, ma che la sua famiglia, dopo il suo assassinio, ha sempre tenuto riservato, cioè rispettivamente: "Non deridere le azioni umane, non deplorarle, né compiacersene, ma comprenderle" e "Se la verità provoca uno scandalo, meglio accettare lo scandalo che abbandonare la verità".
Sono una di quelle massime che ogni giornalista e scrittore, e non solo, ogni tanto appunta per ricordarsi che non si è soli a combattere certe battaglie e a pensarla in un certo modo perché, come conclude Benedetta Tobagi, vi è "la consapevolezza che migliorare le cose è molto difficile, ma è possibile".

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