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Vatileaks 2: Nuzzi e Fittipaldi a processo per aver "esercitato pressioni" al fine di "ottenere documenti e notizie riservati"

L'indagine sul caso Vatileaks 2 è terminata e il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha rinviato a giudizio Angel Lucio Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui, Nicola Maio, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. I giornalisti italiani eviocano il Sant'Uffizio e l'Inquisizione. Il Vaticano accusa invece Nuzzi e Fittipaldi di aver "sollecitato ed esercitato pressioni" sugli altri imputati e "soprattutto su Vallejo Balda" al fine di "ottenere documenti e notizie riservati, che poi in parte hanno utilizzato per la redazione di due libri usciti in Italia nel novembre 2015".

L'indagine sul caso Vatileaks 2 è terminata e il Tribunale dello Stato della Città del Vaticano ha rinviato a giudizio Angel Lucio Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui, Nicola Maio, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. Allo scoppio dello scandalo, la Santa Sede aveva precisato che i libri che contenevano i documenti rubati da Vallejo Balda e Francesca Chaouqui sono frutto "di una operazione per trarre vantaggio da un atto gravemente illecito di consegna di documentazione riservata, operazione i cui risvolti giuridici ed eventualmente penali sono oggetto di riflessione da parte dell'Ufficio del Promotore in vista di eventuali ulteriori provvedimenti, ricorrendo, se del caso, alla cooperazione internazionale". I libri in oggetto sono quelli di Emiliano Fittipaldi ("Avarizia") e Gianluigi Nuzzi ("Via Crucis - Da documenti e registrazioni segrete"), quest'ultimo autore anche nel 2012 di "Sua Santità - Le carte segrete di Benedetto XVI" che riportava al suo interno molti dei documenti privati di Papa Ratzinger trapelati durante lo scandalo Vatileaks, che portò all'arresto di Paolo Gabriele, maggiordomo del Santo Padre, processato, condannato e poi graziato dal Pontefice.

Il 17 novembre Gianluigi Nuzzi non si è presentato nella Santa Sede per essere interrogato dal promotore di giustizia vaticano, una sorta di pubblico ministero, mentre dal suo blog oggi annuncia che siederà "al banco degli imputati" portando il suo libro 'Via Crucis' "come corpo del reato". Gianluigi Nuzzi evoca infatti l'Inquisizione per descrivere il processo che lo vede come indagato ed anche Emiliano Fittipaldi in una lettera su La Repubblica sostiene che il suo libro 'Avarizia' è stato "messo all'indice come ai tempi del Sant'Uffizio". Sotto accusa dai due giornalisti italiani gli articoli 63 e 116-bis del codice penale della Santa Sede, in particolare quest'ultimo introdotto ad opera della Legge n. IX dell'11 luglio 2013, sotto Papa Francesco. "Io e Gianluigi Nuzzi, per aver fatto il nostro lavoro di cronisti, rischiamo dai 4 agli 8 anni secondo la legge vaticana, che punisce chi diffonde documenti riservati «contro la Patria»" denuncia Emiliano Fittipaldi sostenendo che quello che prenderà il via domani in Vaticano non è un processo contro di loro "ma contro la libertà di informazione e di stampa".

Nonostante questo, finora la reazione dell'Ordine dei giornalisti è stata tiepida, o forse prudente. L'Odg, infatti, attraverso un comunicato del Comitato Esecutivo, ricorda semplicemente che "i suoi iscritti attenendosi alla verità sostanziale dei fatti devono dare notizie e non essere custodi dei segreti". Dal Vaticano Fittipaldi e Nuzzi sono accusati però non solo di essersi "illegittimamente procurati e successivamente rivelato notizie e documenti concernenti gli interessi fondamentali della Santa Sede e dello Stato". I due giornalisti sono a processo inoltre per il fatto, sostiene l'accusa vaticana, di aver "sollecitato ed esercitato pressioni" sugli altri imputati e "soprattutto su Vallejo Balda" al fine di "ottenere documenti e notizie riservati, che poi in parte hanno utilizzato per la redazione di due libri usciti in Italia nel novembre 2015", il tutto "dal marzo 2013 al 5 novembre 2015".

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