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Ucraina, OCSE: in Crimea e regioni filorusse attacchi e censura a giornalisti

Il rappresentante dell'OCSE per la libertà dei mezzi di informazione Dunja Mijatovic ha denunciato che in Crimea e nelle regioni filorusse ci sarebbero attacchi e tentativi di censura nei confronti dei giornalisti, chiarendo che "i cittadini devono avere il diritto di ricevere tutte le informazioni disponibili, indipendentemente dalla sua origine".

Il rappresentante dell'OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) per la libertà dei mezzi di informazione Dunja Mijatovic ha denunciato le vessazioni nei confronti dei giornalisti che si trovano in Ucraina invitando "tutte le parti a garantire la sicurezza dei giornalisti a Simferopol, Donetsk e Kharkiv e di smetterla di interferire con il loro lavoro". Secondo i rapporti dell'OSCE, infatti, il 3 marzo i canali televisivi e radiofonici di Chernomorskaya, la più grande emittente indipendente sulla penisola di Crimea, sono stati chiusi. Sempre lo stesso giorno, il Consiglio dei ministri della Crimea (filorusso) ha inoltre minacciato, attraverso una dichiarazione, di interrompere la ritrasmissione di un certo numero di canali ucraini che trasmettano da Kiev. In una nota, Dunja Mijatovic ha quindi ribadito che "in situazioni difficili e sensibili come è quello attuale in Ucraina, la libertà dei media e la pluralità delle opinioni deve essere garantito" perché "tutti i cittadini devono avere il diritto di ricevere tutte le informazioni disponibili, indipendentemente dalla sua origine, senza censura da parte delle autorità e senza pensare alle frontiere". La rappresentante dell'OCSE ha quindi denunciato che il 2 marzo un gruppo di circa 30 uomini, in uniforme militare, hanno fatto incursione presso l'Information and Press Centre, centro dei media indipendenti nella regione, e nel Crimean Centre for Investigative Journalism a Simferopol. Mijatovic ha quindi sottolineato i sempre più diffusi attacchi contro i giornalisti a Donestsk e Kharkiv, rivelando che i cronisti di Radio Liberty, Perviy Delovoi and del portale Ura-Inform Donbass sono stati aggrediti da alcuni manifestanti in presenza degli agenti delle forze dell'ordine, che non sono intervenuti. "Mezzi di censura non sono accettabili in nessuna circostanza, e soprattutto non in tempi di crisi" conclude quindi la rappresentante dell'OCSE per la libertà dei mezzi di informazione.

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