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Stampa Parlamentare a Grasso e Boldrini: streaming M5S sì e riprese no?

L'Associazione Stampa Parlamentare scrive una lettera aperta a Laura Boldrini e Pietro Grasso, chiedendo "pari condizioni rispetto ai parlamentari" del MoVimento 5 Stelle, che hanno trasmesso in diretta streaming la loro occupazione alle Camere, mentre ai giornalisti è stato negato.

Nella serata del 9 aprile si è svolta la "occupazione" di Camera e Senato da parte del MoVimento 5 Stelle, che continua a protestare contro il mancato avvio delle Commissioni parlamentari. Una protesta che non sembra essere troppo piaciuta alla Presidente della Camera Laura Boldrini che sottolineava: "Le aule parlamentari sono il luogo del confronto democratico e della trasparenza. E il dialogo è sempre più utile del monologo, anche quando l'oggetto della declamazione solitaria è la Carta fondamentale della nostra Repubblica". "I luoghi delle istituzioni vanno rispettati, così come va rispettata la diversità di punti di vista tra le forze politiche, che non merita di essere permanentemente raffigurata come oziosa dissipazione di tempo e denaro. Il metodo democratico è questo, e tutti siamo chiamati a prenderne atto" proseguiva in una nota martedì Laura Boldrini, sottolineando come "i regolamenti delle Camere consentono tante forme di espressione del dissenso, della critica, della protesta, alle quali si può far ricorso senza forzature che non giovano alla credibilità della politica, tanto più in un momento difficile in cui gli italiani attendono risposte concrete".

E proprio ai regolamenti delle Camere si richiama l'Associazione Stampa Parlamentare, che scrive una lettera aperta a Laura Boldrini e Pietro Grasso, Presidente del Senato. L'Associazione Stampa Parlamentare, infatti, fa notare a Piero Grasso e Laura Boldrini come la serata della "protesta" dei pentastellati "ha registrato una novità significativa in merito alla pubblicità e alla comunicazione audiovisiva delle aule di Montecitorio e Palazzo Madama", ricordando: "Ai giornalisti parlamentari e ai telecineoperatori è stata negata la possibilità di riprendere l' 'occupazione' delle aule di Camera e Senato da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle, in ossequio al regolamento che prevede la pubblicità dell'aula solo durante le sedute e nega le riprese televisive e la documentazione fotografica di tutto ciò che avvenga al di fuori dello svolgimento dei lavori parlamentari".

"Da sempre, in coerenza con queste norme, vengono allontanati cameramen, giornalisti e fotografi qualora la seduta sia dichiarata sospesa a causa di forme di protesta giudicate inammissibili, di esibizioni prolungate di striscioni, manifesti, oggetti o in caso di risse e comportamenti sconvenienti per un parlamentare. - continua l'Associazione Stampa Parlamentare - Tutto ciò insomma che le Presidenze delle Camere ritengano ragione di sospensione dei lavori", sottolineando che anche martedì 9 aprile "queste regole e limitazioni alla pubblicità delle aule sono state dunque applicate nei confronti dei giornalisti e dei telecineoperatori nonché dei fotografi".

"Tuttavia immagini e dirette streaming sono state realizzate da deputati e senatori del Movimento 5 Stelle e diffuse in diretta" fa notare però l'Associazione Stampa Parlamentare ai presidenti Boldrini e Grasso, che chiede quindi "delucidazioni in merito all'applicazione dei regolamenti (da noi rispettati anche nella succitata occasione) concernenti l'uso delle tecnologie audiovisive di vecchia, nuova e nuovissima generazione e invoca pari condizioni rispetto ai parlamentari per la testimonianza in diretta o in differita di qualsiasi fatto accada nelle aule parlamentari anche al di fuori dei lavori delle Camere in senso stretto".

"La trasparenza e la possibilità di documentare il più possibile e con la maggiore efficacia possibile, a vantaggio dell'opinione pubblica, restano infatti, come del resto attestato dallo stesso Statuto dell'Associazione, l'obiettivo primario della Stampa Parlamentare" conclude infatti la sua presidente Alessandra Sardoni. Inoltre le immagini che avrebbero potuto diffondere gli operatori ed i giornalisti della Stampa Parlamentare, oltre che di migliore qualità rispetto alla streaming diffuso dal MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo, avrebbe potuto offrire al pubblico una "diversa inquadratura" (e magari comprensione) della protesta, che invece è andata in scena con solo una voce narrante, quella del protagonista.

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