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Russia espelle giornalista Guardian. Decisione a "livello molto alto"

Un fatto del genere non accadeva dai tempi della Guerra fredda. La Russia espelle senza alcun motivo (apparente) un giornalista del quotidiano britannico del Guardian, che denuncia che la decisione deve essere stata presa "ad un livello molto alto".

"E' preoccupante che il governo russo butti fuori i reporter che disapprova" afferma sconcertato il direttore del Guardian, Alan Rusbridger, commentando la vicenda del suo reporter Luke Harding, fermato all'aeroporto di Mosca e imbarcato senza motivo su un aereo che l'ha riportato a Londra.
Luke Harding è il corrispondente da Mosca del Guardian e stava ritornando in Russia dopo aver trascorso un periodo a Londra per lavorare sui cablogrammi di WikiLeaks.
Arrivato all'aeroporto della capitale russa questo fine settimana, Luke Harding è stato trattenuto senza spiegazioni per circa 45 minuti e rispedito a Londra, con la riconsegna del passaporto solo una volta seduto a bordo dell'aereo che l'avrebbe riportato in Inghilterra.
Harding è riuscito solo a sapere, attraverso una fonte dell'intelligence russa, che per lui le porte della Russia sarebbero ormai "chiuse" e che la sua presenza sarebbe "indesiderata". Non è chiaro però a chi.
Basandosi sui cablogrammi di WikiLeaks il giornalista del Guardian avrebbe scritto che la Russia di Vladimir Putin sarebbe diventata "praticamente uno stato mafioso" ma Harding è anche autore di diversi articoli in cui si denuncia "l'esistenza di conti esteri con depositi di 40 miliardi di dollari a disposizione del premier Vladimir Putin", come riporta anche l'Adnkronos.
Il responsabile del dipartimento consolare del ministero degli esteri russo Andrei Karkov avrebbe ammesso di non conoscere "le ragioni per cui a Luke Harding è stato negato l'ingresso in Russia" ma inquietante rimane il fatto che è dai tempi della Guerra fredda che non si vedeva un corrispondente britannico espulso dalla Russia.
"E' chiaramente uno sviluppo molto preoccupante con gravi implicazioni per la libertà di stampa - denuncia sempre il direttore del Guardian - Il trattamento dei giornalisti sia locali che stranieri in Russia è motivo di grave preoccupazione". Secondo Alan Rusbridger, comunque, la decisione di espellere il giornalista deve essere stata presa "ad un livello molto alto".

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