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Pubblicisti, Iacopino li rassicura: "avverto il dovere di tutelarli"

Enzo Iacopino, presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti risponde (indirettamente) all'ex presidente dell'Odg della Lombardia, Franco Abruzzo e precisa: "Mi preoccupo del diritto dei colleghi pubblicisti di appartenere all'Ordine".

Enzo Iacopino, presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, risponde (indirettamente) all'ex presidente dell'Odg della Lombardia, Franco Abruzzo, che dalle pagine de "Il Giornale" (leggi http://is.gd/109feC - http://is.gd/RVui9g) polemizza sul fatto di aver "donato" il tesserino da giornalista al premier Mario Monti, durante la passata conferenza stampa di fine anno. Iacopino spiega (leggi http://is.gd/NbV59I) di essere "contento di aver dato a Mario Monti la 'tessera d'onore' - aggiungendo - Lo rifarei, forte del diffuso consenso soprattutto da parte degli ultimi tra noi, i non contrattualizzati che credono nella funzione dell'Odg più di quelli che lo sono". Iacopino "rivela" anche di essere stato lui, e non Lorenzo Del Boca (ex presidente dell'Odg) ad aver "conseganto 'tessera d'onore' " anche "a Giorgio Napolitano", ricordando come invece il suo predecessore "la annunciò a Carlo Azeglio Ciampi". Il presidente dell'Odg coglie l'occasione per tranquillizare nuovamente i pubblicisti. Come aveva riportato anche il nostro blog (leggi http://is.gd/mtaJ9N), Franco Abruzzo, dice Iacopino, "insiste anche nella originale teoria che il principio generale di una legge ('un cappello che guida la lettura di tutto l'articolato') possa essere inserito all'articolo 3, comma 5". Enzo Iacopino spiega quindi: "Strano per un 'cappello', ma io ho fatto la primina dalle suore e questo deve aver ridotto la mia capacità di apprendere dalle lezioni di due maestri di diritto, quali Salvatore Pugliatti e Guido Capozzi. Strano anche per uno che ha superato l'esame di diritto costituzionale che, ai miei tempi non era al primo anno (laurea nel 1971), ma può esserlo diventato all'epoca degli studi di Abruzzo - aggiungendo - tutto fa brodo, in ogni caso, se si vuole fare polemica, fornendo consapevolmente armi ai nemici dell'Ordine". Il presidente dell'Ordine dei giornalisti afferma che "l'ex presidente Abruzzo continua a salire in cattedra, rifiutandosi di confrontarsi con qualsiasi opinione diversa dalla sua: si limita a demonizzarla. In tante altre sedi, fa citazioni ben più ampie di norme", assicurando quindi: "Mi preoccupo del diritto dei colleghi pubblicisti di appartenere all'Ordine, reso più forte dal provvedimento approvato dal Parlamento in dicembre, a modifica di quello presentato dal governo Berlusconi, e avverto il dovere, che dovrebbe essere di tutti noi, di tutelarli. Puntando alla sostanza". Una precisazione, quella di Enzo Iacopino, che va a tranquillizare tutti i giornalisti pubblicisti, che continuano a rimanere nel dubbio di essere messi "fuori dalla categoria" dal 13 agosto 2012, mentre ben più illustri personaggi vi entrano "ad honorem", e quindi senza aver fatto quel famoso esame di Stato al centro del dibattimento. In attesa di comprendere quale sorte toccherà, nel prossimo futuro, ai giornalisti pubblicisti, diversi tra questi rinnovano l'invito rivolto al premier Mario Monti a rispondere alle 10 domande inerenti la questione (http://www.mainfatti.it/giornalisti/Pubblicisti-dal-13-agosto-l-albo-verra-abolito-Le-10-domande-a-Monti_040909033.htm), ricordando come sempre che Indro Montanelli rispondendo alla domanda su cos'era per lui il giornalismo, disse: "Credo che lo farei anche gratis, non saprei come mangiare ma, sì, lo farei anche gratis. E' la mia passione, il mio amore, la mia dannazione, la mia fatica, il mio passatempo, è tutto! Il giornalismo è: vai a vedere senza pregiudizi e racconta quello che hai visto".

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