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Processo Ruby, Unione Cronisti: senza foto e video lesa l'informazione

Il processo Ruby si svolgerà senza che nessun cronista potrà riprendere o fare fotografie durante il dibattimento. Ammessi solo i registratori audio. Unione Cronisti Italiani (Unci) protesta perché è decisione che viola "il diritto dei cittadini ad essere informati".

Ormai è noto, il processo Ruby, che vede imputato il premier Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, si svolgerà senza che nessuna telecamera possa riprendere il dibattimento. Una decisione che viola "il diritto dei cittadini ad essere informati" come spiegava ieri il presidente dell'Unione Cronisti Italiani (Unci) Guido Columba che protestava davanti al Palazzo di Giustizia di Milano. Guido Columba ricorda infatti che "in una società dove le immagini sono al centro del diritto di informazione" non poter né riprendere né fotografare lo svolgimento del procedimento a carico del premier equivale al voler "negare la libertà dei cronisti di informare e quella dei cittadini di essere informati, diritti insopprimibili in uno Stato democratico" come recita in una nota del 1 aprile scorso l'Unci insieme all'Associazione Lombarda Giornalisti e il Gruppo Cronisti Lombardi.
Guido Columba spiega che si era anche formulata una "proposta di mediazione" e cioè "di ammettere in aula una telecamera del servizio pubblico, della Rai, una di Mediaset e una di una troupe straniera, nonché quella di acconsentire l'ingresso in aula di un fotografo dell'Ansa". "Le troupe presenti in aula avrebbero poi avuto l'obbligo di girare le immagini e le fotografie senza alcun onere a tutte le altre televisioni e testate" conclude Columba, spiegando che quindi tale soluzione non "avrebbe creato alcun problema e nessun motivo di sicurezza come invece ci è stato risposto". In poche parole, quindi, a parte registrazioni audio, che sono state ammesse, un fatto di cronaca-politica come questo, che ha mobilitato i media di mezzo mondo, non avrà nemmeno una ripresa video da lasciare alla storia. E dire che c'era già che si pregustava in futuro lo speciale di "Un giorno in pretura".

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