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Papa Francesco come Enzo Iacopino, contro i media che provocano scandalo nelle anime

Il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino ha detto "basta con il dolore come ingrediente dello spettacolo per fare audience" e "le banalità/bestialità dispensate a piene mani" firmando "la prima denuncia/esposto" nei confronti di Barbara d'Urso per esercizio abusivo della professione. Subito in difesa della d'Urso si sono levate le voci indignate di grandi firme. Papa Francesco, invece, la pensa come Iacopino, ammonendo i paolini: "Mai scimmiottare quei media di comunicazione che cercano solo lo spettacolo dei conflitti e provocano lo scandalo nelle anime".

Il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino ha "firmato la prima denuncia/esposto" nei confronti di Barbara d'Urso per esercizio abusivo della professione, dicendo basta con questo primo atto, a cui promette ne seguiranno altri, a "quanti galleggiano sul diritto dei cittadini all'informazione, senza dover rispondere a quelle regole deontologiche che impongono precisi doveri ai giornalisti". Regole deontologiche che fanno anche parte di quei corsi di formazione (che purtroppo a volte formano davvero poco o niente) a cui i giornalisti sono obbligati a partecipare ma non Barbara d'Urso, per esempio, non essendo iscritta all'Albo pur lavorando come spesso ricorda "sotto testata giornalistica". Incredibilmente, alla sacrosanta denuncia (soprattutto morale) di Enzo Iacopino si sono levate le voci indignate di grandi firme (rese tali a volte proprio dalla tv), che invece spesso rimangono silenti quando c'è da difendere scandali quali l'equo compenso di un giornalista, che dovrebbe riuscire a vivere con un minimo di 3mila euro l'anno. Invece di gridare che il posto occupato da persone che esercitano abusivamente la professione dovrebbe essere reso a quei colleghi che per scrivere e avere il diritto di informare hanno fatto gavetta e esami, il dito viene puntato contro Enzo Iacopino, reo di aver scoperchiato quel vaso di Pandora traboccante di intervistatori e inviati "accredidati" solo dalla loro immagine mass mediatica.
Cosa succederebbe se ad esercitare abusivamente la professione fosse un falso dentista o un falso avvocato? Ma i difensori della d'Urso giocano immediatamente la carta della libertà di espressione, che con la "tv del dolore" e "strappalacrime" al centro della polemica sollevata dal presidente dell'Odg nazionale ha davvero poco a che fare. "L'informazione è materia delicata" ha infatti solo ricordato Enzo Iacopino, dicendo "basta con l'occhio umido e la recitata partecipazione alle tragedie. Basta con il dolore come ingrediente dello spettacolo per fare audience. Basta con le banalità/bestialità dispensate a piene mani, soprattutto nelle tv, da chi si preoccupa solo di come aumentare il personale compenso, passando sopra a diritti e sentimenti (Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea, Melissa Bassi e, da ultimo, Elena Ceste: tanto per citare alcuni casi e tutti coloro i quali a queste vicende sono collegati), anche di persone estranee alle vicende che possono avere un interesse pubblico". E' così scandaloso? Non per Papa Francesco che al contrario di alcuni giornalisti, paradossalmente, la pensa proprio come il presidente dell'Odg. Proprio oggi, durante l'Udienza ai partecipanti al Pellegrinaggio della Famiglia Paolina in occasione del centenario della Fondazione, Papa Francesco infatti ammonisce: "Mai favorire i conflitti, mai scimmiottare quei media di comunicazione che cercano solo lo spettacolo dei conflitti e provocano lo scandalo nelle anime".

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