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Libia: 4 gionalisti italiani rapiti. De Bortoli: aspettiamo fiduciosi

Nonostante l'avanzata dei ribelli, la Libia è ancora un pericolo terreno di guerra. Dopo il sequestro nell'Hotel Rixos di una trentina di giornalisti stranieri, ora rilasciati, anche 4 giornalisti italia sono stati rapiti e tenuti prigionieri.

"Una notte d'ansia nella speranza che i nostri quattro colleghi possano essere liberati al più presto. Testimoni e messaggeri di pace". Con questo primo tweet Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, commenta la notizia del rapimento di quattro giornalisti italiani, tenuti prigionieri da un gruppo di miliziani libici, probabilmente lealisti. Tra i quattro, infatti, due corrispondenti sono del quotidiano di via Solferino, Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina, mentre uno è de La Stampa, Domenico Quirico e uno di Avvenire, Claudio Monici. "Quirico e Monici hanno chiamato casa - cinguetta ancora De Bortoli dopo poche ore - Segno positivo, si rafforza la speranza di una liberazione. La notte è lunga, aspettiamo fiduciosi". Il primo a comunicare con l'Italia è stato l'inviato di Avvenire Claudio Monici, che ha contattato telefonicamente prima la madre e poi la redazione del giornale della CEI. E' stato Monici, infatti, a raccontare la dinamica del rapimento, rivelando che i quattro giornalisti stavano viaggiando insieme su un auto quando sono stati bloccati da una banda armata. "Ci ha raccontato che sono stati presi, rapinati di tutto e che forse era stato ucciso il loro autista - spiega la redazione dell'Avvenire - Secondo quanto abbiamo potuto capire, sarebbero stati rapiti da civili, che poi li hanno passati a militari, presumibilmente lealisti". Claudio Monici nella breve telefonata, durata circa 5 minuti, ha assicurato sulle condizioni di salute di tutti. In serata è arrivata anche la chiamata di Domenico Quirico ai suoi familiari, tranquillizzandoli sul fatto che starebbe bene. Mentre l'Unità di crisi della Farnesina "sta esplorando tutti i canali utili per la soluzione più rapida possibile della vicenda", il console italiano a Bengasi, Guido De Sanctis, riferisce di essere riuscito a mettersi in contatto con uno dei giornalisti, che ha confermato il fatto che tutti "stanno bene". Il console ha spiegato che in serata, al termine del digiuno del Ramadan, ai quatto inviati è stato anche dato da mangiare e da bere, rivelando che si dovrebbero trovare in un appartamento fra Bab Al-Aziziya e l'Hotel Rixos, nei pressi del centro commerciale di proprietà della figlia di Gheddafi, Aisha. Il fatto, comunque, che i sequestratori abbiano permesso ai giornalisti di fare più di una telefonata può essere comuque "interpretato come un buon segno", conclude il console De Sanctis. Il portavoce di Catherine Ashton, Alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza comune, auspica che "i giornalisti italiani rapiti siano rilasciati sani e salvi il prima possibile", sottolineando che gli inviati "stanno facendo un lavoro estremamente coraggioso e dovrebbe essere permesso loro di svolgerlo in sicurezza".

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