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Il Giornale, Sallusti: temo ci sia un'altra inchiesta

Enzo Iacopino, presidente del Cnog, commenta che bisognerebbe spiegare ai magistrati "come si organizzano le inchieste giornalistiche". Di stamattina intanto la notizia che forse l'inchiesta di Napoli che ha portato alla perquisizione de "Il Gionale" potrebbe non essere l'unica.

Franco Siddi, segretario nazionale della Federazione nazionale della Stampa, spiega all'Ansa che pur rispettando il lavoro dei magistrati non vorrebbe che "gli interventi in atto assumessero i caratteri del controllo preventivo sulla stampa. Per l'informazione sono momenti molto delicati, perché stanno comparendo sulle tracce del suo lavoro troppi pozzi avvelenati".
Con queste parole Siddi commenta la perquisizione avvenuta ieri nelle redazioni de "Il Giornale" che suscita "grave inquietudine".
Il diritto di cronaca non può essere utilizzata "per coartare la volontà altrui", è la motivazione che ha portato i pm di Napoli Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock ad autorizzare le perquisizioni, perché altrimenti si configurerebbe il reato di violenza privata.
Come si legge sul sito dell'Ordine dei Giornalisti il presidente del Cnog, Enzo Iacopino, spiega che "il CSM assieme al ministro Angelino Alfano dovrebbero organizzare un corso per spiegare ai magistrati come si organizzano le inchieste giornalistiche, come si acquisisce il materiale e quanto di ciò che si raccoglie viene poi utilizzato realmente".
Di stamattina intanto la notizia che forse l'inchiesta di Napoli potrebbe non essere l'unica, come spiega il direttore responsabile de "Il Giornale" Alessandro Sallusti a "Mattino Cinque" intervistato da Maurizio Belpietro: "Forse Woodcock si era anche arrabbiato perché ero venuto a sapere che i telefoni di Feltri, di Porro e il mio sono intercettati da due procure, una del Sud che è quella di Napoli, e una del Nord, ma non sappiamo perché. Temo, quindi, ci sia un'altra inchiesta".
I pm di Napoli stanno indagando su Sallusti e sul vice direttore Nicola Porro per concorso in violenza privata ai danni del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia.
I due giornalisti si difendono spiegando che in realtà alla base dell'indagine ci sarebbero invece delle frasi scherzose, una battuta travisata fatta con il capo ufficio stampa del presidente di Confindustria ma che deve essere stata presa sul serio, spiega Vittorio Feltri durante la conferenza stampa di ieri, visto che il 16 settembre Fedele Confalonieri lo avrebbe chiamato per capire se veramente i giornalisti de "Il Giornale" si sarebbero spostati da Montecarlo a Mantova, dove abita Emma Marcegaglia.
E mentre Alessandro Sallusti parla di "violenza psicologica" Nicola Porro vorrebbe che "venissero pubblicate sui siti con l'audio queste telefonate. Si capirebbe dal tono che ci prendevamo in giro vicendevolmente" spiegando che "Arpisella (responsabile dei rapporti con la stampa della Marcegaglia, ndr) lo conosco da tanti anni e lo sento più volte al mese come tutti i giornalisti che, come me, fanno economia. Se qualcuno ha capito che era una minaccia ha capito male e io mi scuso".

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