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Giorgio Bocca: funerali a Milano. Grazie, no! testamento spirituale

Oggi i funerali di Giorgio Bocca, che si svolgeranno in forma strettamente privata a Milano. L'11 gennaio, invece, uscirà quello che viene già ribattezzato come il "testamento" spirituale di Giorgio Bocca, il suo ultimmo libro "Grazie, no! 7 idee che non dobbiamo più accettare".

Giorgio Bocca "ci ricorda, con l'autorità del testimone e la vividezza del grande cronista, che già altre volte l'Italia fu sul punto di soccombere, ma gli italiani hanno saputo trovare in loro stessi la forza di salvarsi", si legge nella presentazione del libro "Grazie, no! 7 idee che non dobbiamo più accettare", ultimo lavoro del giornalista che si è spento a 91 anni il giorno di Natale. C'è chi lo chiama già il "testamento spirituale" di Giorgio Bocca, i cui funerali si svolgeranno oggi a Milano in forma strettamente privata, nella chiesa di San Vittore al Corpo alle ore 11:00, mentre le sue ceneri (sembra che verrà cremato) saranno tumulate a La Salle, in Valle d'Aosta, dove il giornalista aveva una casa per le vacanze. Giorgio Napolitano ricorda come Giorgio Bocca si sia dedicato "al giornalismo di inchiesta e di battaglia civile" scandagliando "nel tempo la realtà del nostro paese e le sue trasformazioni sociali con straordinaria intransigenza e combattività", mentre un commosso Eugenio Scalfari (http://is.gd/NaajIG) rammenta come Bocca sia stato "un combattente di carattere, un uomo che non ha badato mai ad altro che cercare la verità, e quando era turpe come spesso è, la denunciava senza badare a fischi o convenienze". Il libro "Grazie, no! 7 idee che non dobbiamo più accettare" elenca infatti semplicemente gli almeno 7 punti a cui gli italiani, secondo Giorgio Bocca, dovrebbero dire chiaramente "grazie no" per poter risorgere e tornare ad essere quell' "Italia buona" che il giornalista e scrittore avrebbe tanto voluto vedere prima di morire, anche se sapeva benissimo che ciò non sarebbe stato possibile. Dire "grazie no" "alla crescita folle, alla produttività, al nuovo dio, alla lingua impura, al dominio della finanza, alla corruzione generale, alla fine del giornalismo, all'Italia senza speranza" (come li elenca La Repubblica - http://is.gd/2Uo4de) per finalmente cambiare l'Italia e renderla, almeno per una volta, "generosa, fedele alla parola data e non furba". E probabilmente Giorgio Bocca se la riderà quando vedrà migliaia e migliaia di italiani comperare il suo ultimo libro (edito da Feltrinelli in uscita l'11 gennaio) in ossequio al giornalita deceduto, leggere il perché bisogna dire almeno questi 7 no e continuare subito dopo ad inchinarsi supini.

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