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Fukushima: scatta la censura. Governo del Giappone imbavaglia la rete

Fukushima? Tutto ok. E per fermare le informazioni indipendenti il Governo giapponese crea un team per "per contrastare i 'rumors' ritenuti dannosi per la sicurezza del Giappone" come scrive Makiko Segawa. Un fatto sconcertante e inaccettabile per la sicurezza del Giappone e del mondo intero.

Il mondo va verso una mitridatizzazione completa. Non c'è nefandezza che possa far indignare le masse, non c'è veleno che possa avvelenare gli animi, neppure quello radioattivo. E i mezzi di comunicazioni di massa hanno la loro parte (enorme) di responsabilità, facendo sorbire il potente veleno in tranquillizzanti zollette di zucchero, fino a renderlo accettabile "per edulcorazione". Fukushima è ormai scomparso dai media mainstream e su internet (in tutto il web) pochissime fonti spiegano che cosa stia succedendo davvero nell'impianto di Fukushima. E' in atto un vero cover-up, un insabbiamento, innanzitutto da parte delle autorità giapponesi che, come racconta il giornalista giapponese Makiko Segawa della Shingetsu News Agency, rappresenta una vera e propria censura. Segawa spiega dalle pagine di Japan Focus (http://is.gd/c9BwMO) che "Ora il governo giapponese si sta adoperando nel reprimere duramente i reportage indipendenti e chi critica la politica del Governo sulla scia del disastro, decidendo ciò che i cittadini possono o non possono dire in pubblico". Il giornalista continua a spiegare che: "Un nuovo team operativo è stato creato dal Ministro degli Affari Interni e della Comunicazione, la National Police Agency e il METI, per contrastare i 'rumors' ritenuti dannosi per la sicurezza del Giappone, sulla scia del disastro di Fukushima". Forse è per questo che molti blogger che si occupano di Fukushima a livello internazionale stanno segnalando che su Twitter stanno aumentando i follower di lingua giapponese, come se, per avere notizie sul Giappone, i giapponesi stessi dovessero avere e "tradurre" dall'estero le notizie riguardanti il proprio Paese. Paradossale. Makiko Segawa continua nell'articolo a segnalare che: "Il Governo accusa che i danni provocati dai terremoti e dall'incidente nucleare sono stati amplificati da 'rumors' irresponsabili, e il Governo deve agire per il bene comune". Il giornalista riferisce poi dei particolari sconcertanti: "Il team ha incominciato a mandare 'lettere di richiesta' a organizzazioni come compagnie telefoniche, internet provider, emittenti televisive via cavo, e altri, chiedendo che 'prendano adeguate misure sulla base delle linee guida in risposta alle informazioni illegali'". "Le misure includono la cancellazione di ogni informazione dai siti internet che le autorità ritengano dannose per l'ordine pubblico e la moralità" - continua Makiko Segawa. Questa censura ovviamente sarà un danno non solo per i giapponesi, privati del diritto di informarsi e quindi di "proteggersi" dalle radiazioni, ma anche per tutto il mondo libero che avrà sempre più difficoltà a reperire notizie dal Giappone. Una situazione sconcertante che fa sembrare ad alcuni Chernobyl e l'Unione Sovietica sempre più un "capolavoro" di trasparenza e di abilità nella gestione di un'emergenza nucleare. Chi l'avrebbe mai detto? Note: (1) Makiko Segawa, Fukushima Residents Seek Answers Amid Mixed Signals From Media, TEPCO and Government. Report from the Radiation Exclusion Zone, The Asia-Pacific Journal Vol 9, Issue 16 No 2, April 18, 2011. (2) Qui il link al comunicato della "lettera di richiamo" del Ministry of Internal Affairs and Communications, http://is.gd/D1tOQv, ovviamente in giapponese.

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