le notizie che fanno testo, dal 2010

Fukushima: i giornalisti vedono i reattori. Ma dal finestrino

I danni che Fukushima ha portato all'ambiente e alle persone si vedranno, inesorabilmente, nel corso del tempo, con le malattie e le mutazioni che rappresenteranno la cartina di tornasole di un fallimento epocale dell'industria nucleare. Nel frattempo c'è ancora il tempo di "rabbonire" e di bere bicchieroni d'acqua "non radioattivi" per dimostrare che "è tutto ok". Arrivano i giornalisti in autobus, per dare uno sguardo.

Il governo giapponese ne ha ormai fatto un punto d'onore: Fukushima è sicura, non c'è pericolo, è tutto ok. Così il Ministero del Turismo nipponico ha intenzione di "invitare 10 mila turisti stranieri offrendogli i bliglietti d'aereo, allo scopo di recuperare la reputazione calata come la metà del turismo" (http://is.gd/mOEBo2) mentre si pensa anche di "comprare i prodotti marini lavorati (in scatola) delle zone devastate, che in Giappone non si vendono molto perché sicuramente saranno molto contaminati, utilizzando il budget dell'APS (Aiuto Pubblico allo Sviluppo) e 'offrirle' gratuitamente ai paesi in via di sviluppo" (http://is.gd/47bTGu). Il Governo nipponico è concentrato giornalmente nel cancellare l'onta del fallimento dell'industria nucleare del Sol Levante, come se la radioattività fosse una comune "polvere" da nascondere sotto il tappeto. Dopo aver assistito alla "bevuta" da parte del portavoce Yasuhiro Sonoda di un bicchierone di acqua di Fukushima, sempre per dimostrare che "tutto va bene" alla Prefettura disastrata, il Governo giapponese guidato da Yoshihiko Noda fa di più e "apre" ai giornalisti. Il premier giapponese infatti deve combattere ogni giorno con l'incubo di un' opinione pubblica che ormai per il 70% non vuole più il nucleare in Giappone e che non si fida più del Governo (http://is.gd/65TieD). Così sembra necessaria una strategia di "tranquillizzazione" che ha previsto l'"entrata" dei giornalisti a Fukushima Daiichi sempre proibita, ufficialmente per la dose di radiazioni "troppo alta". E così un manipolo di fotografi, cameraman, fotoreporter e giornalisti accreditati (solamente 4 erano quelli "internazionali") hanno potuto fare un giro per la parte "hot" (in senso radioattivo) di Fukushima, a bordo di due bus. Accompagnava la visita Goshi Hosono, riconfermato nel 2011 Ministro del Disastro Nucleare e nominato anche Ministro dell'Ambiente dal nuovo primo ministro Yoshihiko Noda. TEPCO e il Governo dicono ai giornalisti che l'"arresto a freddo" sarà ormai realtà per fine anno e che la situazione è molto migliorata, quasi "stabilizzata". Certo, per bonificare l'intera area ci vorranno trent'anni di lavoro, ma i reattori sono ormai verso la stabilizzazione definitiva. In realtà il "tour" per i reattori dei giornalisti non basta a placare chi chiede la verità su che cosa sia successo e su che cosa stia succedendo a Fukushima. Sembra infatti che, secondo il primo rapporto della Institute of Nuclear Power Operations (http://is.gd/ZwClPy) i reattori numero 5 e 6 di Fukushima Daiichi non fossero in "arresto a freddo" dopo il terremoto, e che "carburante fresco" fosse installato in entrambi i reattori. Senza parlare del reattore numero 2 dove TEPCO ha iniziato a "confessare" che qualcosa forse sta ancora bollendo in pentola (cioè nel - o fuori - dal "vessel"; leggi "Fukushima come Christine, la macchina infernale. Si sta 'riaccendendo'" http://is.gd/NTfOEs). In verità molti osservatori sottolineano che, la miglior "operazione trasparenza" del Governo giapponese, sarebbe dovuta consistere in una ispezione dei reattori da parte di un'equipe di scienziati nucleari e NBCR indipendenti. Ma questo, per ora, è impossibile. Forse, paradossalmente, sempre a causa delle "troppe" radiazioni.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: