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Fornero a giornalisti "privilegiati": INPGI non sostenibile. Demagogia

Elsa Fornero, direttamente dalla "tana del lupo", afferma che la professione del giornalista "si è avvalsa di tanti privilegi" e che "nessuno può chiamarsi fuori dal riordino del sistema previdenziale", compreso l'INPGI che a suo giudizio avrebbe "problemi di sostenibilità". I giornalisti le rispondono punto per punto.

Nonostante Elsa Fornero sia il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega anche alle Pari Opportunità, l'economista voluta da Mario Monti per il suo esecutivo sembra finora avere come obiettivo solo quello di riformare gli enti previdenziali. Un problema, inoltre, quello della sostenibilità dei conti di un ente, facilmente risolvibile se l'occupazione in Italia crescesse, anche se ciò sarà poco probabile se l'unica soluzione che sembra finora aver pensato la Fornero è quella di abolire l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. E invece, dopo aver versato lacrime amare (o di coccodrillo?) annunciando di aver abolito di fatto le pensioni di anzianità, alzato a 66 anni (entro il 2018) l'età per andare in pensione e cancellato per due anni l'adeguamento Istat per milioni di pensionati, ecco che la Fornero torna a parlare di pensioni, che tra l'altro sono anche un tema caro all'Europa, che già con la lettera della BCE chiedeva all'Italia di riformare la previdenza. Elsa Fornero, oltretutto nel corso delle celebrazioni per il centenario del contratto giornalistico davanti ad una platea composta da giornalisti dell'Ordine, della Fnsi, di Casagit e dell'Inpgi, dichiara infatti che "nessuno può chiamarsi fuori dal riordino del sistema previdenziale", affermando quindi che "la Cassa di previdenza dei giornalisti ha problemi di sostenibilità, come quasi tutte le altre casse professionali, che dovrebbero guardare non solo agli attuali pensionati ma anche a quelli futuri". La Fornero ha quindi brillantemente concluso che la professione del giornalista "si è avvalsa di tanti privilegi per la vicinanza che avete, più di altri lavoratori, con il potere politico", dimostrando con queste affermazioni, visto che era ospite ad un evento organizzato dai giornalisti, "di non conoscere neppure le buone regole del 'bon ton' ", come afferma Pierluigi Roesler Franz, sindaco dell'INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani), che comunica di aver "chiesto l'immediata convocazione del Collegio Sindacale dell'Istituto per replicare documentalmente punto per punto alle affermazioni prive di qualsiasi fondamento e smentite dai fatti e dai documenti del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale", sottolineando come questo sia in particolar modo un atto "doveroso nei confronti dei circa 70mila iscritti all'INPGI che di fronte alle dichiarazioni del Ministro Fornero si erano giustamente allarmati sul futuro delle loro pensioni" visto che "contrariamente a quanto sostenuto" da Elsa Fornero "l'INPGI ha i conti perfettamente in ordine e ha sempre rispettato puntualmente le pur onerosissime norme di legge". Anche Andrea Camporese, Presidente dell'INPGI e dell'Adepp, sottolinea in una nota "il metodo irrispettoso usato dal Ministro Fornero, la quale durante le celebrazione del centenario del primo contratto della Federazione nazionale della stampa ha rivolto accuse pesantissime e prive di fondamento alle Casse di previdenza, puntando il dito contro la gestione dell'Istituto di previdenza dei giornalisti, avvisando i colleghi di tenersi pronti perché la mannaia sui privilegi 'ottenuti anche grazie alla benevolenza ed appoggio politico' sarebbe ricaduta anche su loro, non lasciando alcun diritto di replica e disertando la conferenza stampa annunciata". Camporese specifica quindi come sia "gravissimo affermare pubblicamente, come ha fatto oggi (20 dicembre, ndr) il Ministro, che le Casse di previdenza private, prendendo ad esempio l'INPGI, non sono in grado di garantire quella solvibilità a lungo termine necessaria per pagare le future pensioni, sostenendo che i patrimoni andranno a scemare - continuando - Affermazioni che denotano non solo la totale mancanza di conoscenza del settore ma probabilmente logiche che non corrispondono alla verità ma ad un progetto ben preciso che per correttezza e coerenza il Ministro dovrebbe rendere pubblico evitando di gettare fango e panico infondato su 2 milioni di professionisti e lavoratori". Camporese fa probabilmente riferimento all'idea del governo di attuare "una prossima incorporazione dell'INPGI nel super INPS", come spiega Pierluigi Roesler Franz. Nel decreto Monti, quella che il premier ha mirabilmente ribattezzato manovra "salva Italia" denotando spirito pubblicitario oltre che economico, è stato infatti inserito all'articolo 24 il comma 24 che impone agli enti di fare riforme per una sostenibilità, con i soli saldi previdenziali, a 50 anni. Se ciò non sarà fatto, subentrerà la conversione forzata al contributivo e contributo di solidarietà per i pensionati (Sole 24 Ore). E infatti "l'istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani, proprio in queste settimane, ha portato a termine una riforma, approvata dai Ministeri dell'Economia e del Lavoro, che pone in sicurezza i conti con un patrimonio sempre crescente nei 50 anni, rispondendo puntualmente proprio a quel criterio di sostenibilità che viene ritenuto centrale dalla nuova norma" come comunicava il 6 dicembre scorso l'ONG in una nota, sottolineando che "ogni ulteriore elemento di equità che fosse applicato al sistema va affrontato con equilibrio e in un orizzonte temporale sufficiente a consultare gli Organi preposti proprio in virtù dell'autonomia degli Enti ribadita anche dal Consiglio dei Ministri", concludendo quindi che "appare molto stringente e di impossibile applicazione la data del 31 marzo 2012 (poi modificata al 30 giugno 2012, ndr) come frontiera ultima della verifica dei conti prospettici dell'intero sistema previdenziale privato". La Fornero afferma anche che "anni fa" chiese "alla cassa dei giornalisti i dati che avevano" ma che gli fu risposto "no, si tratta di una materia delicata". Camporese continua quindi precisando come sia "inaccettabile che il ministro dichiari che non le sia stato possibile accedere ai dati sui bilanci. Evidentemente la professoressa Fornero non sa che i bilanci dell'Istituto di previdenza dei giornalisti, da lei accusato, sono pubblicati sul sito dell'Inpgi, dopo essere autorizzati ed approvati da ben 8 organismi di controllo e dallo stesso ministero del Lavoro" aggiunge il presidente dell'INPGI, ricordando appunto che "il Ministro forse non è a conoscenza del fatto che l'Inpgi ha recentemente varato una riforma che aumenta i contributi e l'età pensionabile delle donne, garantendo sostenibilità a 50 anni, con un patrimonio sempre crescente a partire dai 2,5 miliardi di euro accantonati". "Il ministro Fornero - dice ancora il presidente dell'Inpgi e dell'Adepp - dimentica che le è stato inoltrato, più di un mese fa ed in anteprima, il primo rapporto sulla previdenza privata redatto ed elaborato dal centro studi dell'Adepp: 300 pagine che contengono tutti i dati che le sarebbero stati utili e le avrebbero così evitato di affermare pubblicamente cose false e sulle quali risponderà in tutte le sedi preposte" concludendo: "Il ministro ancora una volta non accetta alcun tavolo di confronto, anche se più volte richiesto, rifiuta qualsiasi scambio nel segno del rispetto delle reciproche professionalità, assumendo atteggiamenti che non possono trovare spazio in un Paese fondato sulla democrazia". Egualmente stupito Daniele Cerrato, presidente Casagit, che spiega come le parole di Elsa Fornero sulla situazione dell'INPGI "dimostrano la volontà demagogica di farci apparire ciò che non siamo e una sostanziale non conoscenza dei fatti. L'Inpgi ha conti in assoluta linea con quanto previsto dalle leggi e una sostenibilità recentemente certificata dai Ministeri del Lavoro e dell'Economia", dicendosi "molto preoccupato per contenuti e stile" dell'intervento del ministro visto che si è tenuto nella sede della Fnsi e che "avrebbe dovuto essere un primo momento di interlocuzione seria su temi delicati quali Previdenza e Assistenza: è stata invece una doccia fredda", concludendo come la categoria dei giornalisti "avrà modo di dimostrare" ad Elsa Fornero "con quale compattezza sa difendere il compito che la Costituzione le assegna". Effettivamente, se si ha l'intenzione di attaccare frontalmente i giornalisti, perlomeno sarebbe buona regola verificare l'esattezza delle fonti, che è poi la prima che viene insegnata in ogni redazione ad ogni praticante in erba. E infatti "la Giunta Esecutiva della Fnsi e la Consulta delle Associazioni Regionali di Stampa respingono l'attacco all'autonomia dell'Inpgi e alla professione, che non vive di privilegi ed è impegnata al contrario a contrastare un lavoro sempre più precario" spiegando in una nota che "l'Istituto di previdenza dei giornalisti – l'Inpgi – ha già messo in atto con il concorso delle parti sociali manovre sulle entrate, le prestazioni previdenziali, la valorizzazione del patrimonio e l'efficienza della gestione che consentono una sostenibilità dei propri bilanci e della propria missione anche nel lungo periodo. Per questa ragione risulta sorprendentemente grave l'affermazione del Ministro del Lavoro, professoressa Elsa Fornero, relativa ad una presunta insostenibilità dei conti dell'Inpgi. Affermazione resa pubblicamente e non suffragata da alcun riscontro che contraddice quanto costantemente verificato e certificato dallo stesso ministero del Lavoro i cui rappresentanti siedono nel consiglio di amministrazione dell'Istituto". Anche Enzo Iacopino, presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti, considera "molto gravi" le "dichiarazioni fatte dal ministro Fornero nella sede della Fnsi" spiegando che "nascono, in tutta evidenza, da informazioni che le vengono fornite da chi nulla sa del lavoro dei giornalisti oggi. Parlare di privilegi guadagnati grazie ad una collusione con la politica, vista come il male assoluto significa fare affermazioni lontane mille miglia dalla mortificante realtà in cui operano migliaia di giovani che onorano il dovere costituzionale di garantire ai cittadini il diritto all'informazione", concludendo che "l'Odg e gli altri istituti di categoria non si sottrarranno al dovere di fornire al ministro informazioni corrette così da risparmiarle il rischio di ripetere le cose sbagliate dette oggi". Anche il Segretario Generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi, fa notare alla Fornero che "i giornalisti, in materia di previdenza, hanno un solo 'privilegio': quello di guardare da tempo con attenzione alla sostenibilità dei conti per le future pensioni, ai giovani che sono indietro, precari e con stipendi incerti, a tutte le azioni possibili per rimettere in moto il mercato del lavoro. Lo fanno da tempo ispirandosi alla lezione di un grande statista ed economista liberale, Luigi Einaudi: 'conoscere per deliberare' - aggiungendo - Proprio facendo tesoro di questa lezione, la Fnsi, nel luglio scorso, con la Fieg, dando un senso compiuto alle previsioni di legge sulle Casse autonome di previdenza, ha stipulato un accordo per la messa in sicurezza dei conti previdenziali dei giornalisti e l'Inpgi, l'Istituto di categoria, ha tempestivamente adottato una opportuna riforma, approvata dal Ministero del Lavoro e dell'Economia. I Ministeri, dai quali su materie cosi delicate, è lecito attendersi una continuità istituzionale, l'hanno giudicata apprezzabile e positiva". Siddi quindi sottolinea che affermare, come ha fatto la Fornero, che "la Cassa dei giornalisti 'ha problemi di sostenibilità' " non corrisponde alla verità, a meno che, evidenzia il segretario della FNSI "il Governo non voglia cambiare completamente i dati di valutazione, come appare da una norma contenuta nella manovra finanziaria che modifica l'asticella degli indici di sostenibilità escludendo i valori patrimoniali. Cosa che non viene chiesta a nessuno, neanche all'ente pubblico che, se solo fosse richiesto di una sostenibilità come quella sollecitata agli istituti privati, dovrebbe dichiarare default", ricordando anche lui come "l'Inpgi con la manovra di luglio ha messo i conti in ordine prospettico, certificato dai Ministeri vigilanti, per 50 anni, aumentando la contribuzione e aumentando l'età pensionabile. Non solo: l'Inpgi continua a pagare ingenti costi di ammortizzatori sociali, esonerando lo Stato". Anche Stampa Democratica "considera una gaffe l'affermazione del ministro Fornero secondo cui i giornalisti godrebbero di 'privilegi' in campo previdenziale - spiegando in una nota - Se fossimo privilegiati avremmo pensioni superiori ai contributi versati, coperte almeno in parte a carico della fiscalità generale. Come accade, per intenderci, con i parlamentari e i politici in genere. Al contrario l'INPGI è vissuto, vive e vivrà esclusivamente con i denari versati dai giornalisti, e da essi soltanto. Anzi, supplisce a funzioni dello Stato quando, nelle crisi aziendali, copre i costi di cassa integrazione e prepensionamenti; quei costi che in tutti gli altri settori sono a carico della collettività" concludendo che "se l'errore in cui è incorso il ministro Fornero non nasce da fini propagandistici, i giornalisti potranno far valere in tutte le sedi la positività delle proprie gestioni autonome, e garantire perciò la difesa dell'istituto previdenziale di categoria". Un coro di voci nella speranza che almeno questa volta la Fornero non sia "cieca, sorda e stupida" come spiegò, citando Karl Popper, ai giornalisti per evitare di rispondere alle loro domande dopo averli tacciati di essere dei "privilegiati".

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