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FNSI: Beppe Grillo peggio di Berlusconi, toni da oligarchi di regime

L'ennesimo attacco all'informazione da parte di Beppe Grillo ha suscitato la dura reazione del segretario della Federazione nazionale stampa italiana, Franco Siddi, che sottolinea: "Nemmeno Berlusconi, nella sua lunga azione per leggi bavaglio era mai arrivato a tanto. Sono espressioni e atteggiamenti da oligarchi di regime".

"Pennivendolo" è l'epiteto maggiormente usato da Beppe Grillo per descrivere i giornalisti, mentre nel suo ultimo post sul blog attacca frontalmente i conduttori televisivi che sarebbero pagati dai partiti per portare a compimento un certosino "lavoro di sputtanamento" contro "ogni simpatizzante o eletto del MoVimento 5 Stelle". Per Beppe Grillo, infatti, è colpa dei conduttori televisivi il fatto che l'intervistato M5S si dimostri "nell'ordine, ignorante, impreparato, fuori dalla realtà, sbracato, ingenuo, incapace di intendere e di volere, inaffidabile, incompetente". Dopo la netta presa di posizione del presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino, che ha invitato Beppe Grillo a smetterla di "sparare nel mucchio", anche il segretario della Federazione nazionale stampa italiana (FNSI) Franco Siddi commenta l'ultimo exploit del capo politico del MoVimento 5 Stelle. "Nemmeno Berlusconi, nella sua lunga azione per leggi bavaglio era mai arrivato a tanto" osserva infatti Franco Siddi, chiarendo che "la nuova sortita di Grillo contro l'informazione, i giornalisti e le televisioni è quanto di più inappropriato possa fare un leader politico di un Paese democratico. Sono espressioni e atteggiamenti da oligarchi di regime, che non possono essere scambiati come semplici espressioni di chi vuole reali cambiamenti in termini di moralità pubblica e autorevolezza delle istituzioni". Il segretario della FNSI assicura quindi che a Beppe Grillo non verranno opposte "parole diverse da quelle espresse verso chi, da parti diverse, ha tentato di mettere la mordacchia ai giornalisti", spiegando: "Legittimamente i giornalisti fanno domande nell'interesse pubblico, tanto più a chi si propone, o emerge, come leader di un movimento politico nuovo. Non c'è un attacco dei giornalisti al suo movimento ma la giusta necessità di capire e conoscere meglio natura, ragioni e persone del 'suo' partito". A seguito di tale premessa, Siddi quindi precisa come la categoria non solo abbia "il diritto di fare domande ma deve avere anche più forza e coraggio di fronte a chi si nega e ordina anche ai 'suoi' di non parlare con i giornali", rimprovendando la rincorsa all'uomo mascherato, visto che sarebbe bastata "la foto notizia" perché "avrebbe parlato da sola nel rappresentare chi si comporta così, benché chiamato ad una responsabilità pubblica per il Governo del Paese". Il segretario della FNSI fa notare quindi che se Beppe Grillo "pretende giustamente trasparenza, questa condizione vale anche per lui. Gli piaccia o no. Le domande non si interromperanno. Si risponda con idee e non con insulti e minacce", osservando: "Quanto agli attacchi specifici di Grillo ai colleghi della televisione, tutto ciò appare solo funzionale al suo format di comunicazione orientato ad una contro-informazione che diventa solo propaganda, da cui dobbiamo ricordarlo, trae abbondanti vantaggi".

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