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Egitto: 7 anni di carcere a tre giornalisti Al Jazeera per sostegno a Fratelli musulmani

Tre giornalisti dell'emittente panaraba Al Jazeera, arrestati a dicembre con l'accusa di aver diffuso notizie false e sostenuto i Fratelli musulmani sono stati condannati oggi al Cairo a 7 anni di carcere. Al Jazeera è considerata dai militari al potere in Egitto come un'organizzazione "terroristica".

Tre giornalisti dell’emittente panaraba Al Jazeera, arrestati a dicembre con l’accusa di aver diffuso notizie false e sostenuto i Fratelli musulmani, considerata dai militari al potere in Egitto come un’organizzazione "terroristica", sono stati condannati oggi al Cairo a 7 e 10 anni di carcere. La sentenza colpisce l’australiano Peter Greste (7 anni), l’egitto-canadese Mohamed Abdel Fahmy (7 anni) e l’egiziano Baher Mohammed (10 anni). Mohammed ha avuto 3 anni in più di carcere perché trovato in possesso di alcune munizioni, anche se Al Jazeera spiega che il giornalista le avrebbe raccolte durante una manifestazione di protesta. Altri giornalisti di Al Jazeera tra cui Sue Turton e Dominic Kane, sono stati processati in contumacia e condannati a 10 anni. I Fratelli musulmani, movimento islamista, sono stati al potere al Cairo dal giugno 2012 al luglio 2013, quando il presidente Mohammed Morsi è stato rovesciato da un golpe dell’esercito. Al Jazeera trasmette da Doha ed è legata al governo del Qatar. Al Jazeera ha definito la condanna "contraria a ogni logica e parvenza di giustizia", sostenendo che "non c'è alcuna giustificazione" per trattenere in carcere i suoi giornalisti. Il ministro degli Esteri australiano Julie Bishop si dice "costernata e sconvolta", anticipando: "Il governo australiano contatterà il neo eletto presidente egiziano Abdel-Fattah el-Sissi e gli chiederà di intervenire in questo caso". Anche il premier inglese David Cameron si è detto "completamente sgomento" dal verdetto di colpevolezza. Gran Bretagna e Olanda hanno convocato per protesta l'ambasciatore egiziano mentre il ministro degli Esteri olandese, Frans Timmermans, ha annunciato che solleverà la questione alla riunione con i colleghi dell'Ue a Lussemburgo.

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