le notizie che fanno testo, dal 2010

Domenico Quirico, telefonata dalla Siria: sono vivo

Dopo 58 giorni di ansia e di paura, si riaccende la speranza. Il giornalita Domenico Quirico, inviato de La Stampa, il 6 giugno telefona a casa: "Sto bene. Mi hanno tenuto prigioniero per due mesi". Poi la comunicazione si interrompe. Al lavoro l'Unità di crisi della Farnesina.

Dopo 58 giorni di ansia e di paura, si riaccende la speranza. Il giornalista Domenico Quirico, inviato de La Stampa in Siria, alle ore 14:20 del 6 giugno ha effetuato una breve telefonata a casa, alla moglie Giulietta. Poche parole, ma tante sono bastate perché la cosa più importante da sapere era se Domenico Quirico era ancora vivo, dopo due mesi di assoluto silenzio e di mancanza di informazioni certe. "Sto bene. Mi hanno tenuto prigioniero per due mesi" ha rassicurato subito Domenico Quirico alla moglie. Dopo la telefonata, si è subito attivata la Farnesina, e in serata arriva la conferma: "C'è stato un breve contatto, stiamo cercando di capire da dove venisse la chiamata". Probabilmente, Domenico Quirico è ancora in Siria, mentre non è chiaro se è ancora tenuto prigioniero. L'Unità di crisi è ancora al lavoro, e il Ministero degli Esteri rivolge un appello "al senso di responsabilità degli organi di informazione nel divulgare notizie provenienti da fonti non verificate", affinché continuino a mantenere, come già richiesto quando si è diffusa la notizia della scomparsa del giornalista, la "linea di riserbo necessaria per favorire l'esito positivo del caso". Intanto, il presidente dell'Ifj, Jim Boumela, ha fatto sapere al segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, che oggi ha incontrato il segretario generale della Federazione araba dei giornalisti (Faj), Haytam Zakariah, perché intervenga formalmente sul sindacato dei giornalisti siriani nell'intento di trovare una soluzione alla vicenda. Oltre a Domenico Quirico, rimane la preoccupazione per la sparizione, sempre in Siria, di due giornalisti francesi, il reporter Didier Francois e del fotografo Edouard Elias, che erano diretti verso Aleppo. Il presidente francese Francois Hollande ha chiesto il loro "immediato rilascio".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: