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Beppe Grillo "fa selezione della razza" dei giornalisti

Dopo che lo staff di Beppe Grillo "caccia" i giornalisti italiani dal backstage dello Tsunami Tour, ecco i commenti della stampa, anche straniera, nel giorno che "cambierà l'Italia": "Il MoVimento 5 Stelle non ha rispetto per la libertà di stampa"; "La selezione della 'razza'. Ora la fa Grillo"; "Non rilevare una linea antidemocratica".

Mentre Beppe Grillo su Twitter postava l'articolo 4 della Costituzione, quello che sancisce che "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società", il suo staff impediva ai giornalisti italiani di entrare nel backstage dello Tsunami Tour di Piazza San Giovanni a Roma. L'ingresso era stato riservato solo ai giornalisti stranieri e a quelli di Sky Tg24, pay tv di proprietà del "tycoon" Rupert Murdoch. Solo dopo oltre 3 ore la stampa italiana è stata fatta entrare nel retropalco dello Tsunami Tour di Roma affinché potesse svolgere degnamente il proprio lavoro, e solo grazie alla mediazione dei carabinieri, chiamati oltretutto dallo stesso staff di Beppe Grillo perché ad un certo punto i giornalisti hanno tentato di superare le transenne, per protestare contro tale "discriminazione".

L'associazione stampa parlamentare ritiene infatti "inaccettabile che agli insulti rivolti a giornalisti e cameramen nei giorni scorsi , il MoVimento 5 Stelle aggiunga oggi la discriminazione fra testate e giornalisti italiani e stranieri e fra reti televisive italiane in occasione del comizio di chiusura della campagna elettorale in Piazza San Giovanni a Roma - e aggiunge - Negandosi al confronto con la stampa e consentendo l'accesso al backstage e al palco solo a pochi cronisti scelti, M5S e il suo leader Beppe Grillo rifiutano le più elementari logiche democratiche e di trasparenza". L'associazione stampa parlamentare "esprime al riguardo tutta la propria protesta e preoccupazione e si augura che tali comportamenti non si ripetano nella gestione della comunicazione da parte dei rappresentanti del MoVimento che verranno eletti in Parlamento".

A parlare di "linea antidemocratica" di Beppe Grillo e del MoVimento 5 Stelle è anche la Federazione nazionale stampa italiana, con il presidente della FNSI Franco Siddi che evidenzia: "L'ennesima intemerata di Grillo contro i giornalisti meriterebbe di essere fatta cadere in silenzio. Ma di fronte alla nuova provocazione di un personaggio istrionico e da baraccone non possiamo non rilevare una linea antidemocratica e irresponsabile che non ci tapperà la bocca. Quando si nega ai giornalisti italiani e li insulta, accettando solo quelli stranieri, rivela solo i propri nervi scoperti. E' l'unico personaggio che si propone leader nell'irresponsabilità più totale, non essendo candidato alle elezioni né essendo titolato a ricevere incarichi pubblici - e fa notare - Non vuole giornalisti italiani perché potrebbero fargli domande scomode. Questo va ricordato sempre, anche quando raccoglie intorno a sé grandi folle come risulta naturale per chi è un artista istrionico e, quindi, sempre più da baraccone".

Ma a solidarizzare con i giornalisti italiani è anche il presidente dell'Associazione Stampa estera, Tobias Piller, che all'Ansa precisa: "Ci dispiace che il MoVimento 5 Stelle, in questo momento importante per la vita politica italiana, non abbia rispetto per la libertà di stampa in Italia e per il lavoro dei media che devono coprire la campagna elettorale, come questo evento".

Duro anche il presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti (Odg) Enzo Iacopino, che commenta: "La selezione della 'razza'. Ora la fa Grillo: al palco a San Giovanni potranno accedere solo i giornalisti stranieri e quelli di Sky. Una vergogna. I giornalisti non hanno diritti speciali, ma doveri da onorare. Il primo, in quel contesto, è raccontare ai cittadini la piazza di San Giovanni e quel che vien detto. La selezione degli amici o presunti tali è un rito deteriore di quella politica che Grillo depreca a parole, ma pratica con le sue scelte".

"Ora le istituzioni devono intervenire" si appella l'UsigRai, sottolineando: "Alla vigilia di elezioni che potrebbero consacrare Grillo tra i principali leader politici in Italia, non si può far finta di non vedere le manifestazioni di intolleranza ormai quotidiane che vengono dai palchi dello Tsunami Tour contro le giornaliste e i giornalisti. Oggi si è passato il segno con l'indicazione di nazionalità e testate non gradite. La libertà di stampa non è questione di parte".

E mentre a due giorni dalle elezioni politiche la libertà di stampa subisce un ennesimo attacco, la piazza di San Giovanni a Roma è stracolma di gente per essere presente al "giorno che cambiò l'Italia" come afferma Beppe Grillo dal suo blog. Con questi presupposti.

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