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Sindrome di Down: nuovo test prenatale. Rischio "deriva eugenetica"?

LifeCodexx commercializza un test del sangue non invasivo per diagnosticare precocemente la "trisomia 21", ovvero la Sindrome di Down. Proteste delle associazioni per il diritto alla vita che vedono in questi nuovi "semplici" test una violazione dei diritti umani e una "selezione degli esseri umani per trisomia". Ma LifeCodexx afferma che Prenatest salverà i bambini dai test invasivi.

Da questa settimana sul mercato di alcuni Paesi europei quali Germania, Austria, Svizzera e Liechtenstein è disponibile il "PrenaTest" prodotto dalla LifeCodexx, ovvero un test di screening prenatale per la trisomia 21, meglio conosciuta come Sindrome di Down (da John Langdon Down). PrenaTest, afferma la stessa la casa farmaceutica, è disponibile per tutte le donne in gravidanza dalla 12esima settimana in su, quando "sospettano" che i loro nascituri siano a rischio "trisomia 21". Questo test del sangue, molto semplice da fare, anche se non esattamente "fai da te" come è stato scritto da molti, è stato pesantemente criticato ed avversato dalle associazioni che affermano il diritto alla vita. Alcune organizzazioni cosiddette "pro-life" vedono difatti in questi test una pericolosa "deriva eugenetica". L'eugenetica è quella "pseudoscienza" nata per "migliorare" la razza umana che, subito dopo la sconfitta del nazismo faceva semplicemente orrore e che oggi, travestita dal marketing e mantata di indifferenza, come fanno notare molti osservatori, pare essere anche "accettabile". Fatto sta che l'eugenetica e le sue pratiche sono ufficialmente vietate dalla "Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea" (Carta di Nizza). La Federazione Internazionale degli affetti da sindrome di Down (che riunisce 30 associazioni in 16 Paesi) ha protestato presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo perché Prenatest non fosse messo in vendita, e si riconosca "la condizione umana e proteggere il diritto alla vita delle persone con sindrome di Down o qualsiasi altro handicap". Hubert Hüppe, Commissario del Governo Federale tedesco per gli interessi delle persone disabili, è stato netto sull'opportunità del ritiro del PrenaTest: "Non riesco a capacitarmi del fatto che con questo test si sia trovata una nuova strada per discriminare i disabili. Le persone affette dalla sindrome di Down vengono così discriminate nel loro diritto alla vita". Hüppe ritiene questo test semplicemente "illegale" argomentando sul fatto che si tratta di una "selezione degli esseri umani per trisomia". Ma secondo LifeCodexx il nuovo test aiuterà a ridurre il numero degli aborti e a "salvare la vita di un massimo di 700 bambini solo in Germania che muoiono ogni anno per complicazioni derivanti da analisi invasive". D'altra parte le associazioni per il diritto alla vita, di ogni vita, affermano che l'80% delle donne in gravidanza che scoprono che il nascituro sarà affetto da sindrome di Down scelgono la via dell'aborto. In Francia, ad esempio, come denunciano gli attivisti, il 96% dei bambini "scoperti" come trisomici sono abortiti. Il presidente di LifeCodexx Michael Lutz è entusiasta di Prenatest ed ha annunciato che sono in preparazione test per individuare altre modificazioni cromosomiche, quali la trisomia 13 e 18. Ed Hubert Hüppe fa quasi una triste profezia su chi deciderà di "tenere" un "bambino Down": "Dovranno addirittura giustificarsi per la loro scelta di metterli al mondo".

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