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Centenari: "scudi genetici" contro il "logorio della vita moderna"

Centenari si nasce e non si diventa. E chi "beve birra campa cent'anni" non solo per la salubrità della bevanda, quanto per lo "scudo genico" che fermerebbe qualasiasi "effetto nocivo". Conto il "logorio della vita moderna" i ricercatori israeliani non hanno dubbi: l'ambiente non c'entra.

La genetica sarebbe alla base (anche) della longevità. Per diventare vecchi non basterebbe quindi cercare di "mantenersi" in forma, evitando ad esempio di consumare alcol e tabacco (e altre sostanze tossiche immaginabili) ma bisognerebbe avere la "solita predisposizione genetica". Una ricerca che preoccupa molti e non solo quelli che "non avrebbero" i geni per diventare "vecchi", quanto quei giovani che, forse, in futuro, si dovranno sottoporre ad un possibile "esame" di longevità, magari per un posto di lavoro precario o per un mutuo cinquantennale ("Longevità: arriva il 'death test', dice quanto ti rimane da vivere" http://is.gd/5uXlSK). Lo studio dell'"Albert Einstein College of Medicine of Yeshiva University" di New York pubblicata online dalla rivista "Journal of the American Geriatrics Society" svelerebbe la prerogativa di una vita più lunga proprio ai portatori di "difese genetiche" che altri, ovviamente, non posseggono. I ricercatori israeliani hanno studiato dei soggetti della popolazione di ebrei ashkenaziti che hanno vissuto almeno per 95 anni, in modo indipendente (quindi non in comunità), scoprendo che il loro stile di vita "longevo" non solo non era migliore degli altri coetanei ma anzi, i "ragazzi" bevevano anche un po' di più e facevano attività fisica meno degli altri. Sul Journal of the American Geriatrics Society si legge una dichiarazione dell'autore della ricerca, Nir Barzilai, direttore dell' Institute for Aging Research della Yeshiva University che afferma: "Questo studio suggerisce che i centenari potrebbero possedere geni che li aiutano a tamponare gli effetti più nocivi di uno stile di vita malsano". Insomma i vecchietti centenari avrebbero degli "scudi genetici" contro il "logorio della vita moderna", citando Ernesto Calindri dell'antico spot del Cynar. La ricerca ha coinvolto 477 ebrei askenaziti di età compresa tra i 95 e i 122 anni di cui il 75 per donne. La scelta degli ebrei askenaziti è stata presa perché "geneticamente più uniformi di altre popolazioni, rendendo più facile individuare le differenze genetiche presenti", dice lo studio. Interessanti i dati della popolazione di "confronto". I dati per paragonare lo stile di vita degli ebrei askenaziti provengono da 3.164 persone nati intorno allo stesso periodo, ed esaminati tra il 1971 e il 1975 per il National Health and Nutrition Examination Survey. Ovviamente questa nuova ricerca è solamente uno studio e non rappresenta la risposta "definitiva" al problema dell'invecchiamento. E' innegabile (e lapalissiano) infatti che uno stile di vita sano porti ad una salute e quindi anche ad una longevità maggiore.

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