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Amaurosi congenita di Leber: terapia genetica speranza per non vedenti

Una terapia genetica potrebbe dare speranza ai non vedenti poiché avrebbe "aumentato la sensibilità alla luce di retine in condizioni incurabili e inguaribili" in persone affette da amaurosi congenita di Leber (LCA).

Nel prossimo futuro la terapia genetica potrebbe portare dei benefici ai non vedenti. Uno studio condotto dalla Scheie Eye Institute dell'Univerità della Pennsylvania rivela infatti che la terapia genetica sperimentata su persone non vedenti affetti dalla amaurosi congenita di Leber (LCA) potrebbe riuscirebbe a migliorare la visione dei bambini. L'amaurosi congenita di Leber è una rara malattia genetica della retina che comporta la cecità nei nascituri, e la causa della malattia è stata trovata nell'anomalia di alcuni geni. Samuel Jacobson, coordinatore della ricerca pubblicata sull'US National Eye Institute, spiega che la terapia genetica per la LCA riuscirebbe ad "aumentare la sensibilità alla luce di retine in condizioni incurabili e inguaribili". Jacobson precisa però che attualmente la terapia non permette un miglioramento "permanente", aggiungendo: "Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere la biologia alla base (della malattia, ndr) e per capire come poter preservare o ripristinare i fotorecettori per tutta la vita".

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