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Unioni civili gay e non: da Berlusconi al testo già in Commissione giustizia

Silvio Berlusconi annuncia che "quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia di tutti", mentre il Nuovo centrodestra sottolinea che "spetta a Forza Italia il compito di chiarire nel dettaglio la sua proposta". Intanto, il PD deposita in Commissione giustizia un testo unificato di 17 articoli sulle unioni di fatto per coppie eterosessuali ed omosessuali e sulle unioni civili tra gay".

Dopo l'iscrizione della compagna, Francesca Pascale, all'Arcigay, Silvio Berlusconi fa "outing" (nel senso letterale del termine, cioè esternazione, rivelazione) e in una nota chiarisce, dopo un passato di barzellette e battute sui gay: "Quella per i diritti civili degli omosessuali è una battaglia che in un Paese davvero moderno e democratico dovrebbe essere un impegno di tutti. Da liberale, ritengo che attraverso un confronto ampio e approfondito si possa raggiungere un traguardo ragionevole di giustizia e di civiltà". A stretto giro, è Giovanni Toti, a ribadire: "Le unioni civili sono un tema che esiste ed è bene che un partito grande come Forza Italia, che vuole rappresentare tutte le anime della società nel centrodestra, lo affronti". Il consigliere politico di Berlusconi cita anche, ed ovviamente, Papa Francesco che sulla questione dei gay avrebbe, secondo Toti, persino "delle visioni" e in qualche modo avrebbe "spinto tutti a una riflessione, anche i partiti tradizionalmente di area di centrodestra". Non tutti i forzisti hanno accolto con favore l'esternazione di Silvio Berlusconi, ma Giovanni Toti precisa che vede solo come un "fatto positivo" l'aumento dei "diritti civili per tutti". Il consigliere politico di Forza Italia quindi ammette: "La materia delle unioni civili e delle unioni tra persone dello stesso sesso è complicata da regolamentare, perché bisogna tenere conto dei diritti diversi e di esigenze diverse. - aggiungendo - Credo però che sia una riflessione per cui i tempi sono maturi sugli allargamenti dei diritti, ma bisogna vedere che non ledano diritti di altri, perché dove si allarga il diritto di uno spesso si lede il diritto dell'altro. La discussione va affrontata non in modo ideologico, ma razionale".

Per Eugenia Roccella, deputato del Nuovo Centrodestra, dispiace invece "vedere che anche Berlusconi si unisce al coro bacchettone del politicamente corretto sulle unioni gay. - aggiungendo - Cosi facendo, sconfessa le posizioni assunte dal Pdl nel passato e cede alla tentazione della subalternità culturale alla sinistra, abdicando ai principi liberali". Roccella assicura quindi che Ncd "resta ancorato alle affermazioni di Alfano, che ha sempre distinto fra diritti individuali degli omosessuali e riconoscimenti pubblici simil matrimoniali, confermando la nostra fedeltà al dettato costituzionale". Renato Schifani sottolinea invece che "già nel Popolo della Libertà il tema era stato oggetto di discussione, ed anche allora erano emerse diverse sensibilità. - chiarendo - Come allora sono dell'idea che sia necessaria una riflessione serena e spetta a Forza Italia, alla luce delle recenti dichiarazioni di Silvio Berlusconi, il compito di chiarire nel dettaglio la sua proposta". Schifani fissa quindi le basi su cui il Nuovo Centrodestra è disponibile a confrontarsi ed a discutere: precisando: "Non ci sottraiamo ad un confronto sulle unioni civili, sia omosessuali che eterosessuali, nel senso di ritoccare il codice civile per assicurare le garanzie a rapporti affettivi che rispettiamo. Ma per quanto concerne i matrimoni gay, e quindi anche l'eventuale riconoscimento del diritto delle coppie omosessuali all'adozione, siamo nettamente contrari".

In attesa che si apra ufficialmente la discussione, in Commissione giustizia è stato però già depositato, dalla senatrice Monica Cirinnà (PD), un testo unificato di 17 articoli che prevede "da un lato unioni di fatto per coppie eterosessuali ed omosessuali che non vogliono formalizzare il loro rapporto ma vedere riconosciuti i propri diritti e dall'altro unioni civili con l'estensione dei diritti matrimoniali alle coppie dello stesso sesso attraverso un nuovo istituto giuridico, distinto dal matrimonio, che non contempla le adozioni e che equipara la coppia ai coniugi a tutti gli effetti" come ricorda la vice presidente del Senato Valeria Fedeli, che si augura come "questo modello possa essere approvato il prima possibile".

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