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Lucia Annunziata difende Celentano ed "estremizza" sui gay. Polemiche

Lucia Annunziata, ospite di Servizio Pubblico di Michele Santoro, non si trova d'accordo con quanto affermato da Andriano Celentano a Sanremo ma difende la sua libertà di espressione, concedendosi una "estremizzazione" sui gay.

A forza di sostenere che ognuno può dire quello che desidera in nome della libertà di espressione, perché tanto "si può andare d'accordo anche fra persone che la pensano in maniera diversa" come ha affermato Gianni Morandi dal palco di Sanremo per difendere l'attacco di Adriano Celentano a Famiglia Cristina e Avvenire (), si rischia di incappare in espressioni che sarebbe meglio evitare, soprattutto per non urtare la sensibilità di chi ascolta, che è poi il significato della celebre frase: la libertà finisce dove inizia quella dell'altro.
In questo errore è caduta anche Lucia Annunziata che nel corso del programma Servizio Pubblico di Michele Santoro da una parte afferma di non trovarsi d'accordo con quanto sostenuto da Andriano Celentano, soprattutto per quanto riguarda l'auspicio di veder chiudere due giornali, mentre dall'altra sostiene che "Celentano ha il diritto di dire quello che vuole", aggiungendo: "Lo avrei difeso anche se avesse detto che i gay sono da mandare al campo di sterminio". Come si possa affermare di poter difendere chi esprime un concetto del genere non è probabilmente chiaro a molti, ma in questa società spesso dominata da quel "bispensiero" inventato da George Orwell in "1984" ascoltare da una stessa persona il caldeggiamento di un'idea ed del suo opposto è sempre più "normale".
Lucia Annunziata precisa immediatamente nel corso della puntata di Servizio Pubblico che tale frase è una estremizzazione, ma le critiche verso la giornalista non sono mancate.
Il primo ad intervenire sulla questione è Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, che invita Lucia Annunziata a scusarsi e a "riflettere su ciò che ha sostenuto". Per Mancuso la Annunziata "ha posto l'accento come 'La questione dei contenuti è irrilevante rispetto alla libertà di espressione' ".
Lucia Annunziata, in seguito alle dichiarazioni di Aurelio Mancuso, ha poi chiamato il presidente di Equality Italia "informandolo che intende programmare per il 4 marzo nella sua trasmissione 'Mezz'ora' sui temi lgbt" precisando che "il suo intento era quello di provocare una reazione, e assolutamente di non offendere i gay".
Critiche anche dall'Arcigay e dal Circolo Mario Mieli che giudica quelle della giornalista come "parole inqualificabili e non degne di una professionista della comunicazione dell'esperienza di Lucia Annunziata - aggiungendo - Dobbiamo informare la giornalista che gli omosessuali, come gli ebrei, i Rom e Sinti, le persone diversamente abili, i testimoni di Geova, nei campi di sterminio ci sono stati mandati davvero dai nazisti".
Lucia Annunziata ha quindi precisato: "La frase che ho pronunciato ieri sera da Santoro sugli omosessuali era a mio parere chiaramente paradossale. Veniva infatti alla fine di un discorso in cui ho preso nettamente le distanze sui contenuti dagli attacchi fatti da Celentano alla intera stampa italiana. Ho difeso la libertà di espressione dell'artista, ma ho usato l'esempio – di proposito estremo - della ferocia antigay per rendere più chiara l'esistenza anche di una contraddizione fra questo diritto e il merito delle opinioni che si esprimono".

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