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Cassazione: coppie gay diritto vita familiare. Il senso del matrimonio

La Cassazione stabilisce che le coppie omosessuali sono "titolari del diritto alla vita famigliare" e che è ormai superato la concezione che per contrarre matrimonio si debba essere di sesso diverso. "Inarrestabile perdita di valore dell'essenza del matrimonio" spiega il giurista cattolico Francesco D'Agostino.

La Cassazione in una sentenza, la n.4184, pur rigettando il ricorso presentato da una coppia gay che aveva celebrato un matrimonio nel 2002 all'Aja e che ne chiedeva il riconoscimento in Italia, stabilisce il diritto delle coppie omosessuali ad avere una "vita familiare" al pari delle coppie etero, rifacendosi alla sentenza del 24 giugno 2010 della Corte di Strasburgo.
I giudici della Cassazione non si allontano da quanto già stabilito dalla Corte Costituzionale, che recentemente ha negato il riconoscimento del diritto al matrimonio di persone dello stesso sesso lasciando al Parlamento il compito di tutelare, con apposite leggi, le unioni gay, quando scrivono che "i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, secondo la legislazione italiana non possono far valere né il diritto a contrarre matrimonio, né il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all'estero" ma sottolineano poi che "a prescindere dall'intervento del legislatore in materia - quali titolari del diritto alla vita famigliare e nell'esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". Quali siano queste "specifiche situazioni" i giudici della Suprema Corte non lo hanno specificato, ma afferma che in base all'articolo 12 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo (recepita anche in Italia) "è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio".
L'articolo 12 della Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo, al titolo "Diritto al matrimonio", in realtà stabilisce solo che: "A partire dall'età minima per contrarre matrimonio, l'uomo e la donna hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali che regolano l'esercizio di tale diritto". Radio Vaticana (http://is.gd/PMe6fy) intervista quindi a tal proposito il presidente dei Giuristi Cattolici Italiani Francesco D'Agostino, che prima di tutto precisa che, appunto, la Corte di Cassazione si è "mossa secondo le linee indicate dalla Corte Costituzionale" e cioè "riconoscendo che, per rapporti di coppia come quello di cui stiamo parlando, si deve applicare non una nuova normativa - che solo il legislatore potrebbe elaborare - ma si potrebbero applicare, secondo specifiche esigenze per le coppie di fatto omosessuali, situazioni già previste per le coppie coniugali. Questo avviene già, in Italia, per le coppie di fatto eterosessuali per cui, in molti casi, si applicano normative previste per le coppie coniugali".
Francesco D'Agostino fa però notare che attraverso "una sentenza che certamente farà discutere" la Cassazione ha stabilito di ritener "irrilevante l'identità di sesso per la qualificazione di questo rapporto di coppia". Il presidente dei Giuristi Cattolici Italiani spiega quindi che a suo avviso "dietro a tutta questa dinamica - che riguarda ormai la grande maggioranza dei Paesi occidentali - non c'è tanto una nuova consapevolezza del valore del rapporto di coppia omosessuale quanto, piuttosto, una continua e, sembra, inarrestabile perdita di valore dell'essenza del matrimonio in quanto tale - sottolineando - Quanto più il matrimonio viene interpretato come un'esperienza eticamente ed antropologicamente fragile, e priva comunque di un grande spessore sociale, tanto più diventa facile equiparare al matrimonio esperienze di rapporto - come quella omosessuale - che, con il matrimonio autentico, hanno ben poco a che fare, ma che possono diventare apparentemente simili al matrimonio quando il matrimonio eterosessuale viene progressivamente svuotato di senso, di valore o di dignità".

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