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Affido condiviso dei figli anche se la mamma è lesbica

"L'eventuale relazione omosessuale della madre separanda, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all'affidamento condiviso dei minori" sentenzia il tribunale di Nicosia. Anche perché ad essere tutelato deve essere prima di tutto il figlio.

In caso di separazione o divorzio spesso a farne maggiormente le spese sono i figli e questo non deve essere permesso. Probabilmente anche per questo motivo un giudice del tribunale di Nicosia (comune sui monti Nebrodi in provincia di Enna) ha stabilito che "l'eventuale relazione omosessuale della madre separanda, laddove non comporti pregiudizio per la prole, non costituisce ostacolo all'affidamento condiviso dei minori ed alla individuazione della dimora degli stessi presso l'abitazione della madre".
In poche parole, vuol dire che la madre può avere l'affidamento condiviso dei figli (assime all'ex marito) anche se omosessuale. Un caso che ha già un precedente, quello di una sentenza del 2005 quando il tribunale di Palermo ha stabilito per l'affidamento congiunto di due minori nonostante ci fossero le prove di una relazione omosessuale della madre.
Anche a Nicosia il padre dei due bambini di 3 e 6 anni ha provato a chiedere l'affidamento esclusivo dei figli, spiegando che la fine del matrimonio sarebbe da imputare a questa presunta relazione omosessuale della moglie, ancora comunque da provare stando a quanto riportano le cronache.
Il giudice però ha fatto ancora di più perché "ha affermato due importanti principi di diritto" spiega l'avvocato della donna Salvatore Timpanaro, e cioè "che uno dei genitori sia omosessuale non giustifica e non consente di motivare la scelta restrittiva dell'affidamento esclusivo all'altro e, inoltre, che è l'atteggiamento eventualmente discriminatorio dell'altro coniuge che può denotare l'inidoneità di questi all'affidamento condiviso".

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