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Youtube: maltratta gatto, rischia carcere e multa 30mila euro

Un ragazzo calcia con violenza un gatto indifeso e ridendo si vanta: "Gli ho rotto la schiena, ormai è morto". Il video è stato pubblicato su Youtube ma è scattata la denuncia. Grazie alla ratifica della Convenzione europea rischia il carcere e una multa fino a 30.000 euro.

Per fortuna dopo 23 anni l'Italia ha ratificato la Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia (firmata a Strasburgo il 13 novembre del 1987), che aumenta le pene a chi maltratta gli animali. In questa maniera il ragazzo che ha osato dare un calcio a un gattino per poi dire ridendo soddisfatto all'amico, complice, "gli ho rotto la schiena", è probabile che verrà condannato penalmente "da tre a diciotto mesi di reclusione o con la multa da 5.000 a 30.000 euro" ma siccome ha anche commentato sprezzante "ormai è morto" forse verrà condannato "da quattro mesi a due anni" di reclusione, e vista l'efferatezza e la violenza del gesto in molti sperano che verrà applicata la pena massima. Il ragazzo infatti non solo ha probabilmente ucciso un povero gatto indifeso ma era anche ben contento di farlo visto che sul video messo su Youtube si vede il ragazzo più alto di un gruppo, che sembrano dall'inflessione dialettale originari della Sicilia centro-orientale, correre e colpire con violenza un gatto di colore chiaro. Un amico dell'aggressore commenta: "L'hai ucciso, è morto" mentre lui, continuando a ridere, si vanta: "Gli ho rotto la schiena...". Un altro ragazzo lo blocca dicendo: "Basta perde sangue, lo hai colpito alle zampe" e il violento, forse soddisfatto, conclude: "Ormai è morto". Intanto il povero gattino si accascia su un muro e lentamente cerca di allontanarsi. Il video su Youtube sembra essere rimasto solo per poche ore, visto che poi è stato cancellato (forse qualcuno ha avvisato chi l'ha postato che rischiava una bella condanna), ma un utente indignato per fortuna è riuscito a conservarlo e l'ha rigirato all'associazione "Arcanimali" che ha presentato una denuncia. Ora la polizia postale sta individuando chi ha pubblicato il video e l'autore dell'aggressione.

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