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Ucraina, gas a rischio in UE. FederPetroli: governo convochi tavolo tecnico

Gazprom ha adottato nei confronti dell'Ucraina il metodo del pagamento anticipato delle forniture di gas. Se Kiev non paga, Mosca potrebbe bloccare delle forniture di gas all'Ucraina e di conseguenza all'Europa. FederPetroli Italia chiede quindi al governo "un Tavolo Tecnico Strategico sull'Energia in vista del Semetre di Presidenza UE" sostenendo che "l'Italia è l'unica soluzione sicura ed immediata di fonte energetica con i propri giacimenti".

"E' impensabile avere una politica energetica dove si debba fare accumulo di scorte scongiurando un blocco di forniture petrolifere (gas) da paesi terzi o un inverno meno freddo" afferma il presidente della FederPetroli Italia, Michele Marsiglia, commentando le dichiarazioni di Gazprom in merito ad un possibile blocco delle forniture di gas all'Ucraina e di conseguenza all'Europa. Da ieri, infatti, Gazprom ha adottato nei confronti della compagnia petrolifera e del gas ucraina Naftogaz il metodo del pagamento anticipato delle forniture, a causa di un arretrato complessivo di 4,458 miliardi dollari. Il presidente della FederPetroli Italia chiede quindi al governo la convocazione urgente di "un Tavolo Tecnico Strategico sull'Energia in vista del Semetre di Presidenza UE" perché "è ormai giunto il momento che si avvii una politica decisiva dell'energia in Italia e che possa essere condivisa anche con gli altri paesi dell'Unione Europea". Michele Marsiglia aggiunge: "L'impegno del Commissario Europeo Gunther Oettinger deve essere affiancato. Strategia Energetica Nazionale (SEN) ed Europea da delineare su punti fondamentali che ad oggi non esistono". Il presidente di FederPetroli Italia riflette: "Ovunque guardiamo, Medio Oriente, Asia ed altri, assitiamo a situazioni geopolitiche delicate e ad alto rischio. Le politiche petrolifere non sono più quelle di venti anni fa ed anche i Paesi produttori manifestano sempre più una instabilità interna". Analizzando al situazione in Iraq, Marsiglia precisa: "Parliamo di un Paese con riserve immense di idrocarburi, dove non vi è mai stata una stabilità politica, economica ed energetica sin dai tempi di Enrico Mattei. Anche paesi OPEC hanno diversificato e deciso su forniture esterne diverse e con paesi che fino a qualche anno fa non erano nel 'diametro operativo strategico' dell'organizzazione petrolifera di Vienna". Il presidente di FederPetroli Italia quindi conclude: "L'Italia è l'unica soluzione sicura ed immediata di fonte energetica con i propri giacimenti e rafforzando le infrastrutture dell'indotto. Nel breve periodo possiamo diventare una nazione in parte indipendente e vivere delle nostre fonti fossili ed alternative".

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