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Putin: se questo inverno Kiev sottrae gas, dimezziamo forniture a UE

Questo inverno in Europea potrebbe essere molto freddo. Kiev minaccia di non garantire il passaggio ininterrotto del gas russo diretto in Europa attraverso il suo territorio se non ci sarà un accordo sul prezzo. Vladimir Putin avverte: "Se l'Ucraina inizierà la rimozione illegale di gas dal gasdotto di transito, ci sarà una riduzione delle forniture di gas come è accaduto nel 2008", cioè il dimezzamento. Intanto, la Commissione europea svela che l'UE è fortemente dipendente dal gas russo, visto che importa il 66% del suo fabbisogno.

L'inverno in Europa (e in Italia) si avvicina, ma Mosca e Kiev non sono ancora riusciti a concordare il prezzo del gas russo da destinare all'Ucraina. Oggi, il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk avrebbe affermato che Kiev non garantirà il passaggio ininterrotto del gas russo diretto in Europa attraverso il suo territorio se prima non ci sarà la firma sul contratto di transito con i partner europei. Negli ultimi mesi, infatti, Kiev starebbe spingendo per un accordo che consenta alle imprese europee di acquistare il gas russo non appena questo attraversa il territorio dell'Ucraina.

Vladimir Putin ha rassicurato i partner europei che la Russia avrebbe fatto tutto il possibile per evitare un'interruzione delle forniture di gas verso l'Europa. "Non vorremmo che un qualsiasi tipo di crisi possa insorgere durante il periodo invernale" spiega Putin, sottolineando: "La Russia è sempre stata un fornitore affidabile, e abbiamo risorse sufficienti per soddisfare la nostra domanda e la crescente domanda dei nostri clienti in Europa o in Asia". Putin però avverte che se l'Ucraina inizierà la rimozione illegale di gas dal gasdotto di transito, la Russia sarebbe costretta a ridurre le forniture dirette in Europa. "Ci sarà una riduzione delle forniture di gas come è accaduto nel 2008 (cioè il dimezzamento, ndr)" precisa Putin, concludendo: "Mi auguro davvero che non si debba arrivare a questo".

Ad augurarselo è anche l'Unione europea. Proprio oggi è stata pubblicata la relazione che presenta i risultati di un esercizio di modellizzazione condotto da 38 Paesi europei, compresi gli Stati membri dell’UE e i paesi confinanti. Lo studio ha analizzato vari scenari, tra cui quello che prevede un blocco totale delle importazioni di gas russo verso l'UE per un periodo di sei mesi. Dai test emerge che "una prolungata interruzione dell’approvvigionamento avrebbe un forte impatto nell'UE: le conseguenze più gravi toccherebbero agli Stati membri orientali ed ai paesi della Comunità dell’energia. A Finlandia, Estonia, Bulgaria, ex Repubblica iugoslava di Macedonia (FYROM), Bosnia-Erzegovina e Serbia verrebbe a mancare almeno il 60% del gas necessario. - rivelando - Anche i nuclei abitativi privati famiglie potrebbero soffrire il freddo". La Commissione europea sottolinea quindi che "se anziché adottare misure puramente nazionali i governi sapranno coordinare i propri interventi, il consumo privato di gas calerà, e nessuna utenza domestica nell'UE dovrà temere di passare un inverno al freddo".

Attualmente l'UE importa il 53% dell'energia che consuma. La dipendenza energetica riguarda in prima linea il petrolio greggio (quasi il 90%), il gas naturale (66%), e, in misura minore, i combustibili solidi (42%) nonché il combustibile nucleare (40%). Circa la metà del consumo di energia primaria dell'UE (48%) è utilizzato per il riscaldamento dell'ambiente e dell'acqua.

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