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Putin: nessuna proposta concreta da leader UE su debiti gas Ucraina

Gazprom ha avvertito ufficialmente la Naftogaz che dal 3 giugno 2014 chiuderà i rubinetti del gas se l'Ucraina non pagherà anticipatamente le forniture. A rischio, però, non solo le forniture di gas per l'Ucraina ma anche per buona parte dell'Europa. La Russia attualmente fornisce circa il 30% di tutto il gas consumato in Europa. E attraverso l'Ucraina passa il gasdotto che alimenta, tra gli altri, anche l'Italia. Vladimir Putin in una lettera ai leader europei specifica: "Purtroppo la Russia non ha ricevuto proposte concrete dai nostri partner su come stabilizzare la situazione".

Martedì scorso, Gazprom ha notificato ufficialmente alla Naftogaz, compagnia petrolifera e del gas ucraina, di saldare anticipatamente il suo debito per le forniture di gas. Gazprom ha avvertito Kiev che se l'Ucraina non riuscirà a pagare per le forniture di giugno entro il 2 giugno, la multinazionale chiuderà i rubinetti del gas a partire dal 3 giugno 2014. A rischio, però, non solo le forniture di gas per l'Ucraina ma anche per buona parte dell'Europa, come si è precipitato a sottolineare il premier slovacco Robert Fico. La Russia attualmente fornisce circa il 30% di tutto il gas consumato in Europa e oltre il 50% del gas utilizzato in Ucraina. E attraverso l'Ucraina passa il gasdotto che alimenta, tra gli altri, anche l'Italia. Durante la crisi del gas tra Russia e Ucraina del 2006, le forniture di gas in Europa subirono un calo fino al 30%. Secondo Gazprom, Naftogaz non ha versato neanche una parte del suo debito alla Russia. Per tutta risposta, il premier ad interim Arseny Yatsenyuk ha annunciato che Kiev era pronta a pagare gli arretrati se la Russia accetterà di vendere il gas al vecchio prezzo di 268 dollari per mille metri cubi. L'Ucraina ovviamente non è nella posizione di poter contrattare con Mosca. Dopo il rovesciamento del governo di Viktor Janukovyc, Gazprom ha infatti annullato all'Ucraina lo sconto sulle vendite di gas naturale a partire da aprile 2014. Lo sconto fu concesso dalla Russia in seguito alla decisione di Kiev, presa a fine novembre 2013, di prendere ancora del tempo prima di sottoscrivere l'accordo che avrebbe approfondito le relazioni politiche ed economiche tra Ucraina e Unione europea. E proprio quella mancata firma avrebbe scatenato le proteste di piazza. Dal 1 aprile, quindi, il prezzo del gas russo per l'Ucraina è salito a 485 dollari per mille metri cubi dai precedenti 268,50 dollari.

Dopo l'avvertimento di Gazprom, il Presidente russo Vladimir Putin in una lettera indirizzata ai leader europei ha sottolineato che "Mosca è stata costretta a introdurre pagamenti anticipati per le forniture di gas naturale all'Ucraina" precisando però che la Russia "rimane aperta al dialogo e a collaborare con i paesi europei per cercare di normalizzare la situazione". Putin sottolinea che da marzo 2013 "la situazione in merito ai pagamenti per il gas russo è peggiorata", specificando che il debito accumulato dall'Ucraina "è salito dai precedenti 2.237 miliardi dollari ai 3,508 miliardi dollari". Vladimir Putin però evidenzia: "Purtroppo la Russia non ha ricevuto proposte concrete dai nostri partner su come stabilizzare la situazione con l'azienda acquirente ucraina, in modo che possa far fronte ai propri obblighi contrattuali e garantire un transito affidabile di gas". Putin conclude sperando che "la Commissione europea si impegnerà quindi più attivamente al dialogo, al fine di elaborare soluzioni specifiche e giuste che aiuteranno a stabilizzare l'economia ucraina". Per il momento, i leader del G7 hanno invece elaborato "un piano per eliminare la dipendenza dell'Europa dal petrolio e dal gas russo". Nella speranza che questo venga applicato prima dell'inverno.

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