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Paesi UE rigirano gas russo a Ucraina. Russia: rischio blocco forniture in Europa

L'Europa ancora una volta rischia di rimanere senza gas durante l'inverno. Gazprom ha chiuso i rubinetti a Kiev, ma solo perché l'Ucraina non vuole più il gas russo perché lo comprerebbe, rivela il premier Arseniy Yatsenyuk, da alcuni Paesi dell'UE che gli rigirerebbero quello acquistato dalla Russia a prezzi più bassi. Gazprom avverte però che "il rifiuto di acquistare il gas russo minaccia la sicurezza di transito del gas verso l'Europa". Intanto, Ucraina vieta spazio aereo a Russia e viceversa.

Sale la tensione tra Russia ed Ucraina, con possibili ripercussioni anche in Europa. Dopo che la Crimea è rimasta senza energia elettrica durante lo scorso fine settimana, poiché alcuni sabotatori hanno fatto saltare gli elettrodotti, il colosso del gas russo Gazprom ha annunciato che non avrebbe rifornito l'Ucraina fino a quando non riceverà il pagamento anticipato. In realtà, è l'Ucraina che ha deciso di smettere di comprare il gas russo, poiché spera di fare affidamento su forniture in arrivo da altri Paesi. Arseniy Yatsenyuk rivela infatti di aver ordinato lui alla compagnia del gas di Stato Naftogaz di fermare l'acquisto del gas russo, affermando: "Non è che non ci stanno fornendo gas, è che non lo acquistiamo da chiunque". Il premier ucraino ha spiegato che a Kiev era stato offerto un prezzo migliore da parte di altri paesi europei, che importano gas dalla Russia ma che successivamente potrebbero rigirarlo in Ucraina. Questa decisione, che rischia di bloccare le forniture di gas in Europa, arriva appena due mesi dopo l'accordo siglato da Ucraina e Russia grazie alla mediazione UE, in base al quale Mosca ha abbassato a Kiev il prezzo del gas allo stesso livello dei paesi limitrofi, quindi da 251 dollari per 1.000 metri cubi a circa 230 dollari. Sarebbe quindi grave se, come sostiene Yatsenyuk, l'accordo è saltato a causa dell'intervento di singoli Paesi UE, che avrebbero deciso di inviare il gas russo (comprato a prezzi più bassi) per poi rivenderlo all'Ucraina. Oltre a minare un ancora tortuoso processo di pace, infatti, questa strategia potrebbe portare non solo a contraccolpi geopolitici.

L'amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller, ha infatti già avvertito che la mossa dell'Ucraina potrebbe causare gravi conseguenze per il resto dell'Europa, che come sempre rischia di passare un inverno ancor più freddo. "Il rifiuto di acquistare il gas russo minaccia la sicurezza di transito del gas verso l'Europa nonché le forniture per i consumatori dell'Ucraina" precisa Miller. La Russia utilizza infatti gasdotti dell'Ucraina per il trasporto di una parte delle sue forniture di gas agli altri paesi europei. Circa un terzo del gas utilizzato dall'UE proviene da Gazprom di cui la metà passa dall'Ucraina. Il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi assicura che "la situazione sugli approvvigionamenti di gas in Italia al momento non è preoccupante". Il Ministro ricorda che "l'erogazione di gas anche da parte degli stoccaggi italiani - che sono stati riempiti durante il periodo estivo in modo pressoché totale (oggi siamo al 90% del grado di riempimento) - è iniziata da poco; e che l'Italia ha un alto grado di diversificazione degli approvvigionamenti, potendo contare sulla produzione nazionale (che continua a fornire il suo apporto di sicurezza), su importazioni via gasdotto da Nord Europa, Algeria, Libia, e sui tre terminali di rigassificazione (attualmente utilizzati al di sotto delle loro massime capacità)". Il MISE precisa inoltre che "al fine di assicurare una ulteriore misura per fronteggiare possibili situazioni di richiesta di punta in caso di freddo eccezionale nella seconda metà dell'inverno, anche quest'anno è stata predisposta negli stessi tre terminali la misura di 'peak shaving' che consente di avere disponibili fino a 30 milioni di metri cubi aggiuntivi per alcuni giorni". Ma il gelo tra Ucraina e Russia non deriva solo dal blocco del gas. Yatsenyuk ha infatti anche vietato a tutte le compagnie aeree russe di utilizzare lo spazio aereo ucraino, chiarendo che ciò è stato deciso "a causa di un peggioramento della situazione politica estera e militare". Da parte loro, i funzionari dell'aviazione russa hanno descritto la mossa di Kiev come "un atto di follia" vietando di conseguenza lo spazio aereo russo a tutte le compagnie aeree ucraine.

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