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Gazprom: a rischio esportazioni gas verso UE attraverso gasdotti in Ucraina

Il colosso energetico russo Gazprom ha precisato che le esportazioni di gas verso l'Europa attraverso i gasdotti che transitano in Ucraina potrebbero essere potenzialmente a rischio. Gazprom, per evitare ricadute economiche a causa delle sanzioni occidentali inflitte alla Russia, allarga i propri mercati di vendita di gas ai Paesi dell'Asia Pacifica.

Il colosso energetico russo Gazprom ha precisato oggi che, a causa delle "contraddizioni politiche ed economiche tra Mosca e Kiev" e delle "difficoltà del governo ucraino a pagare i debiti sulle forniture", le esportazioni di gas verso l'Europa attraverso i gasdotti che transitano in Ucraina potrebbero essere potenzialmente a rischio. Kiev attualmente deve a Gazprom 2,2 miliardi di dollari, senza contare che l'Ucraina ha un debito con la Russia (che le scontava il prezzo del gas) di circa 17 miliardi di dollari. Secondo Gazprom, inoltre, l'escalation del conflitto in Ucraina e le sanzioni internazionali contro la Russia potrebbero influenzare negativamente la situazione finanziaria della compagnia energetica nonché limitare la sua capacità di attrarre finanziamenti all'estero. In una dichiarazione, Gazprom avverte: "Gran parte dei ricavi e delle obbligazioni di Gazprom sono in dollari americani e in euro. Imporre nuove sanzioni potrebbe quindi avere un impatto significativo sull'attività, sulla situazione finanziaria e sui risultati delle operazioni condotte dalla holding Gazprom". Per evitare quindi ricadute economiche a causa delle sanzioni occidentali, Gazprom sta quindi ampliando i propri mercati di vendita di gas. Uno dei principali progetti del gruppo Gazprom sarebbe il programma orientale, che prevede di esportare e quindi rifornire gas russo i mercati dei Paesi dell'Asia Pacifica.

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