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Emergenza gas, Gazprom riduce forniture. Scaroni: rischio per giovedì

Dopo l'emergenza neve, non acora cessata, arriva l'emergenza gas. I giorni più critici potrebbero essere tra giovedì e venerdì, quando in Russia arriverà una nuova ondata di freddo intenso. Paolo Scaroni dell'Eni infatti ammette che in quei giorni non si sa come si comporterà la Gazprom.

Vladimir Putin è stato chiaro, e stavolta non ci potrà essere nemmeno l'intervento dell'amico Silvio Berlusconi per cercare di far cambiare idea al primo ministro russo. Putin ha infatti chiesto a Gazprom "di assicurare il massimo sforzo per venire incontro alle necessità dei nostri partner stranieri" precisando però che "la priorità del settore energetico in generale e di Gazprom in particolare è quella di soddisfare la domanda interna della Russia e di rifornire i consumatori della Federazione russa". In Russia, in questo periodo, fa molto più freddo che normalmente, proprio a causa di quell'anticiclone siberiano che ha colpito l'Italia. Le temperature raggiungono decine di gradi sotto lo zero, e quindi Gazprom comunica che non è in grado di "soddisfare i volumi aggiuntivi di gas che alcuni Paesi dell'Europa occidentale richiedono". Come l'Italia, che dopo l'emergenza neve sembra destinata ad entrare nell'emergenza gas. In questi giorni, infatti, nonostante le forniture di gas dalla Russia siano già calate fino al 30% il consumo di gas in Italia viaggia verso "massimi storici mai raggiunti in precedenza, intorno ai 440 milioni di metri cubi al giorno", come comunica il Ministero dello Sviluppo economico, che lunedì 6 febbraio ha convocato il Comitato per il monitoraggio e l'emergenza gas.
Il ministero guidato da Corrado Passera ha quindi attivato "la fase di emergenza secondo le procedure previste dall'Unione Europea", in relazione anche "alle previsioni di un prolungamento delle attuali condizioni meteo per tutta la settimana e al permanere del calo di forniture dalla Russia e dai due rigassificatori disponibili (Rovigo e Panigaglia)".
Il Comitato, quindi, per ovviare al calo di rifornimento della Russia ha "stabilito di avviare la messa in esercizio di centrali elettriche ad olio combustibile, che consentiranno di contenere i consumi di gas a uso termoelettrico", precisando che sono "in corso l'attivazione del contenimento dei consumi dei clienti industriali, le cui clausole contrattuali prevedano tale possibilità".
Il ministero dello Sviluppo economico tranquillizza inoltre sul fatto che "queste misure tutelano pienamente le utenze domestiche, per le quali sono escluse conseguenze negative".
A far ripiombare nell'angoscia una parte di italiani, soprattutto quelli più colpiti da questa eccezionale ondata di maltempo che ha investito il Nord come il Centro-Sud e che sembra destinata a perdurare ancora una settimana, ci pensa però l'ad di Eni Paolo Scaroni, che intervistato a Radio 24 avvisa: "Attendiamo e ci stiamo preparando a momenti ancora difficili".
"Siamo in emergenza - ammette Scaroni - e abbiamo reagito all'emergenza aumentando le importazioni dall'Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera, quindi non avremo problemi fino a mercoledì quando arriverà un'altra ondata di freddo in Russia", sottolineando però di non sapere "come si comporterà la Gazprom giovedì e venerdì".
"La situazione è sicuramente critica, perché dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi, ma la situazione è ben monitorata" cerca di tranquillizare Passera, assicurando che "tutti gli step ulteriori in caso di bisogno sono pronti a essere messi in moto. Ogni giorno si fa il punto, ogni giorno si decidono le cose da fare". Il primo step sarà sicuramente il distacco di fornitura del gas alle aziende che hanno contratti di tipo "interrompibile" (cioè a quelle aziende che hanno accettato eventuali sospensioni nella fornitura di gas in cambio di uno sconto in bolletta), che potrebbero iniziare già da oggi, o al più tardi giovedì se la situazione non dovesse migliorare.
Nella serata di lunedì, intervenendo al TG3, Paolo Scaroni, sembra però intenzionato a ridimensionare l'allarme, spiegando che "con le misure che ha preso il Comitato d'emergenza gas si potrà disporre di ulteriori 25 milioni di metri cubi al giorno di gas, circa l'8-9% dei consumi", tanto da ipotizzare che "la situazione si potrebbe tranquillizare durante il prossimo week-end".
Tutto naturalmente, ammette Scaroni, "dipende dalle condizioni climatiche" visto che in "Russia, Bielorussia e Ucraina ci sono temperature raramente viste anche in questi paesi così freddi", sottolineando che "tutti i giorni una parte delle scorte, messe lì d'estate per far fronte agli alti consumi invernali, viene prelevata. Per esempio lunedì sono stati prelevati 140 milioni di metri cubi di gas - sottolineando - Ma le scorte sono fatte proprio per quello. Non c'è nulla di allarmante che a febbraio si consumino scorte accumulate durante l'estate".

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