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Crisi Ucraina: la "guerra fredda" del gas. G7 vara piano contro choc energetici

Se le tensioni in Ucraina non cesseranno, la Russia di Vladimir Putin potrebbe chiudere, magari all'inizio del prossimo inverno, i rubinetti del gas, inaugurando una nuova versione di "guerra fredda". Nel corso del G7 i ministri dell'Energia avrebbero concordato "un piano per eliminare la dipendenza dell'Europa dal petrolio e dal gas russo, utilizzata come merce di scambio politico da parte del Cremlino" mentre il mese prossimo firmeranno un "piano di emergenza" per aiutare l'Ucraina questo inverno in caso la Russia deciderà di limitare le forniture di gas.

La Gran Bretagna starebbe elaborando dei piani con gli Stati Uniti e altri paesi europei per "disarmare" la minaccia del presidente Vladimir Putin, il quale potrebbe utilizzare come "arma" il gas russo e le forniture di petrolio contro l'Ucraina e i suoi vicini dell'Europa orientale. A rivelarlo, in esclusiva, è oggi The Indipendent, sottolineando che questa settimana i ministri dell'Energia che si sono riuniti a Roma per il G7 hanno concordato "un piano per eliminare la dipendenza dell'Europa dal petrolio e dal gas russo per prevenire la sicurezza energetica, utilizzata come merce di scambio politico da parte del Cremlino". Il prossimo mese, invece, David Cameron e altri leader del G7 firmeranno un "piano di emergenza" per aiutare l'Ucraina questo inverno in caso la Russia deciderà di limitare le forniture di gas.

Presente al G7 anche Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo Economico, che ha infatti spiegato come "la prima parte del dibattito ha analizzato quali strategie adottare per ridurre la dipendenza energetica e i rischi a essa collegati e ha visto l’accordo dei sette ministri sulla necessità di sostenere la diversificazione delle fonti primarie e delle tecnologie di produzione e distribuzione dell’energia, l’impegno per l’efficienza energetica e per un uso più diffuso delle fonti alternative agli idrocarburi (rinnovabili, nucleare, combustibili alternativi)". Guidi ha poi precisato che "lo sviluppo e la modernizzazione delle infrastrutture è stato il tema della seconda parte dei lavori, che hanno evidenziato la necessità di reti dell’energia più potenti e integrate, capaci di garantire approvvigionamenti anche nell’eventualità di choc energetici. Il che vuol dire maggiori interconnessioni tra i Paesi, sviluppo di nuovi impianti per produrre, ricevere e distribuire il Gas Naturale Liquefatto, diffusione delle smart grids e di efficienti sistemi di stoccaggio per l’energia elettrica e il gas". "Ultimo tema affrontato, sempre nell’ottica di assicurare la sicurezza energetica, - ha concluso il Ministro Guidi - è stato come armonizzare le politiche e il quadro regolatorio in materia di mercati delle materie prime, meccanismi di formazione del prezzo dell’energia e della CO2, difesa della concorrenza, libero accesso ai mercati e alle infrastrutture, e, infine, sistemi coerenti di incentivazione delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica".

Ed infatti, The Indipendent svela che iI piano elaborato durante il G7 consisterebbe da una parte nel dare sostegno (e quindi soldi?) affinché vengano costruiti nuovi terminali del Gas Naturale Liquefatto (GNL) in tutta Europa, mentre dall'altra nell'abolire agli Stati Uniti le restrizioni sull'esportazione del loro gas shale. Allo stesso tempo, l'UE investirà in nuovi gasdotti per poter spostare il gas da ovest a est e aumenterà le rotte di approvvigionamento dal Nord Africa. The Indipendent precisa inoltre che il Giappone, ora uno dei più grandi importatori di GNL, potrebbe invece decidere di riavviare alcuni dei suoi impianti nucleari, chiusi dopo il disastro di Fukushima.

In una dichiarazione congiuta dei ministri dell'Energia si comprende infatti che tutte le misure discusse nel G7 sono state pensate in base alla preoccupazione che la Russia di Vladimir Putin chiuderà, magari all'inizio del prossimo inverno, i rubinetti del gas, inaugurando una nuova versione di "guerra fredda". I ministri dell'Energia del G7 affermano infatti: "I recenti eventi evidenziano la necessità di affrontare le sfide della sicurezza energetica. L’energia non dovrebbe essere utilizzata come mezzo di coercizione politica né come una minaccia alla sicurezza. - ammettendo - Siamo estremamente preoccupati dai risvolti sulla sicurezza energetica degli sviluppi in Ucraina, come conseguenza della violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina da parte della Russia". Poi quella che sembra una frase che avalla le indiscrezioni riportate da The Indipendent, quando i ministri del G7 affermano: "Restiamo uniti nella nostra determinazione nel fornire vari tipi di assistenza di cui l’Ucraina ha bisogno per rafforzare la sua sicurezza energetica". Infine, viene annunciato che "nel medio periodo, è essenziale la diversificazione delle fonti e dei percorsi di approvvigionamento" perché "nessun paese dovrebbe dipendere interamente da un fornitore". I ministri dell'Energia del G7 spiegano infatti che hanno "intenzione di promuovere un mercato più integrato del GNL, anche attraverso nuovi approvvigionamenti, lo sviluppo di infrastrutture di trasporto, di capacità di stoccaggio e di terminali GNL" e che appoggiano "l’apertura di nuovi percorsi per l’approvvigionamento energetico, in particolare il Corridoio Meridionale come percorso per eventuali altre fonti di approvvigionamento per l’Europa". I leader del G7 assicurano infine: "Promuoveremo ulteriormente dei mercati del gas flessibili, anche attraverso l’allentamento delle clausole di destinazione e attraverso il dialogo produttore-consumatore".

La Russia attualmente fornisce circa il 30% di tutto il gas consumato in Europa e oltre il 50% del gas utilizzato in Ucraina. The indipendent ricorda quando nel 2006 il colosso russo dell'energia Gazprom ridusse il gas che passava attraverso il gasdotto ucraino, causando in paesi come Austria, Francia, Germania, Ungheria, Polonia e Italia una diminuizione delle forniture pari al 30%. La Gran Bretagna, invece, non è dipendente dal gas russo. The Indipendent sottolinea come "qualsiasi restrizione dell'offerta avrà ovviamente un impatto drammatico sui prezzi".

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