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Addio gasdotto South Stream. Putin: Europa non riceverà gas dalla Russia

Il presidente russo Vladimir Putin annuncia che, a causa dell'approccio non costruttivo della Commissione europea, la Russia non continuerà più i lavori per la realizzazione del gasdotto South Stream. Putin quindi chiarisce che le forniture di gas destinate all'Europa verranno reindirizzate verso al altre regioni del mondo, tra cui la Turchia, a cui ha fatto anche uno sconto sul gas.

Addio al gasdotto South Stream. Nella giornata di lunedì 1 dicembre il presidente russo, Vladimir Putin, a seguito di un incontro con il suo omologo turco Recep Tayyip Erdogan, ha annunciato che la Russia avrebbe reindirizzato le forniture di gas destinate all'Europa verso altre regioni a causa di un approccio non costruttivo della Commissione europea in merito alla realizzazione del progetto South Stream. I lavori del gasdotto South Stream che passa attraverso il Mar Nero erano iniziati nel 2012, e stando al progetto l'opera sarebbe divenuta operativa dal 2018. Il gasdotto South Stream nasce dall'idea di bybassare quei territori inaffidabili per la Russia, come l'Ucraina. Bruxelles sostiene però che il progetto violerebbe il terzo pacchetto dell'Unione europea per l'energia.

Nel corso della conferenza stampa con Erdogan, Vladimir Putin chiarisce: "Tenendo conto della posizione della Commissione europea, che non contribuisce alla realizzazione di questo progetto, tenendo conto del fatto che abbiamo solo recentemente ricevuto l'autorizzazione dalle rispettive organizzazioni nei Paesi Bassi, tenendo conto del fatto che ancora non abbiamo ricevuto il permesso della Bulgaria (per l'attraversamento del gasdotto, ndr), siamo giunti alla conclusione che in queste condizioni la Russia non è in grado di continuare la realizzazione del progetto South Stream". Putin precisa: "Se l'Europa non vuole attuarlo, vuol dire che non sarà realizzato. - aggiungendo - Reindirizzeremo il flusso delle nostre risorse energetiche in altre regioni del mondo". Poi l'avvertimento di Mosca: "Noi avanzeremo verso agli altri mercati e l'Europa non riceverà questi volumi (di gas, ndr), almeno non dalla Russia". Putin evidenzia: "Noi pensiamo che questo non corrisponda agli interessi economici dell'Europa e provocherà danni alla nostra cooperazione. Ma questa è la scelta dei nostri amici europei".

Vladimir Putin ha quindi anticipato: "Siamo pronti non solo ad aumentare (la capacità del) gasdotto Blue Stream, ma anche a costruire un sistema di condotte per soddisfare le crescenti esigenze dell'economia turca e, se ritenuto praticabile, creare un hub del gas aggiuntivo per i consumatori nel Sud Europa sul territorio della Turchia, al confine con la Grecia". Già la scorsa settimana il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, aveva spiegato che la Russia e la Turchia hanno confermato il loro reciproco interesse nel rafforzare le forniture di gas attraverso il gasdotto Blue Stream. Putin conferma che che la Russia aumenterà le forniture di gas alla Turchia di tre miliardi di metri cubi l'anno. Inoltre, Putin rivela che la Russia ha accettato di vendere il gas naturale alla Turchia con uno sconto pari al 6%, a partire dal 2015. Ma la collaborazione tra la Russia e la Turchia non si fermerà al settore energetico. Vladimir Putin sottolinea infatti che tra i due Paesi verrano stimolati investimenti soprattutto nel settore high-tech e agricolo, ma anche in quelli dei trasporti e delle infrastrutture.

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