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Caso Skripal: gas nervino Novichok tinge di giallo l'operazione "homo"

Il caso dell'ex spia russa Skripal si tinge di giallo. Cos'è l'operazione "homo", utilizzata dai servizi segreti per eliminare un bersaglio umano?

Se si utilizza il gas nervino Novichok non si può "uccidere e scappare". E' quanto sottolinea Alain Rodier, ex ufficiale dei servizi segreti francesi, che in una intervista a Sputnik mette in dubbio il ruolo della Russia nel caso dell'ex spia russa Sergej Skripal, avvelenata il 4 marzo scorso con del gas nervino.

L'ex 007 ammette che esistono nei servizi segreti certi tipi di operazioni chiamate "homo", usate per eliminare un bersaglio umano. Si tratta però di un lavoro che deve rimanere "pulito", che si può riassumere in "vieni, uccidi e scappa". In sostanza la morte del bersaglio non deve assolutamente attirare l'attenzione del governo o dei media. Esattamente l'opposto di quanto successo con il caso Skripal.

E' mai possibile infatti che la Russia firmi in maniera così plateale un assassinio?

Appare infatti ovvio che utilizzando il gas nervino Novichok l'attenzione sarebbe immediatamente ricaduta sul Cremilino. E' però il disertore russo Vil Mirzayanov, colui che ha pubblicato la formula del Novichok, ad alimentare i dubbi svelando che chiunque avesse maneggiato tale gas nervino doveva essere "uno scienziato professionista altamente qualificato", unica figura in grado di "attivare" il mortale agente chimico.

© riproduzione riservata | online: | update: 17/03/2018

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