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Fusione nucleare: il reattore sperimentale giapponese parla anche italiano

L'Enea insieme ad altre aziene italiane leader nel settore della componentistica hi-tech stanno collaborando alla realizzazione del reattore sperimentale per la fusione nucleare JT-60SA, che verrà completato nei prossimi due anni in Giappone. Ad oggi la fusione nucleare è stata riprodotta dall'uomo solo con la realizzazione della bomba H.

Il reattore sperimentale per la fusione nucleare JT-60SA, che verrà completato nei prossimi due anni in Giappone nell'ambito del progetto di ricerca internazionale Broader Approach, verrà realizzato anche grazie al contributo dell'Enea e delle aziende italiane leader nel settore della componentistica hi-tech quali ASG Superconductors (famiglia Malacalza), Walter Tosto, OCEM Energy Technology e Poseico, oltre al Consorzio ICAS coordinato dalla stessa Enea.

Il 12 gennaio a Naka, a 100 chilometri da Tokyo, si è celebrato l'avvio delle operazioni di assemblaggio del sistema magnetico, ovvero il cuore del reattore, concepito per produrre energia con la stessa reazione che avviene nelle stelle.

"Il nostro Paese ha conquistato un livello di eccellenza in questa grande sfida tecnologica e di innovazione per ottenere energia sicura, inesauribile e rispettosa dell'ambiente, in grado di sostituire i combustibili fossili a costi competitivi" spiega in una nota il presidente dell'Enea Federico Testa.

Nello specifico, saranno Made in Italy 9 delle 18 bobine necessarie a realizzare il sistema magnetico superconduttore del JT-60SA, una sorta di gigantesca "ciambella" per contenere il plasma ad altissime temperature. Le bobine pesano 16 tonnellate ciascuna, sono alte 8 metri e larghe 4,5 metri e sono state realizzate da ASG Superconductors negli stabilimenti genovesi dove sono state anche inglobate nelle strutture di contenimento realizzate dalla Walter Tosto. Il tutto sotto la supervisione di Enea.

Aldo Pizzuto, direttore Dipartimento Fusione e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare dell'Enea, rivela che "la prima di queste nove bobine italiane è già in Giappone e la seconda arriverà entro fine gennaio" mentre "la terza e la quarta sono in Francia presso il CEA per il pre-assemblaggio e i test criogenici ed entro l'anno tutti e nove i magneti italiani saranno consegnati".

"L'assemblaggio del sistema superconduttore dovrebbe concludersi nella seconda metà del 2018 e l'anno dopo è previsto il primo plasma" annuncia il ricercatore.

Finora non esiste, a livello operativo, un reattore nucleare a fusione per produrre energia elettrica a scopi civili, a causa delle difficoltà di gestire una reazione di fusione nucleare in modo controllato. La fusione nucleare infatti ad oggi è stata riprodotta dall'uomo (purtroppo) solo con la realizzazione della bomba H.

© riproduzione riservata | online: | update: 13/01/2017

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