le notizie che fanno testo, dal 2010

Sigarette: danni al DNA e pericolo cancro con pochi "tiri"

Le sigarette fanno male, che siano le costose "prete a porter" o quelle "da crisi" ovvero rollate con sapiente saliva rigorosamente a "bandiera". Fumare è un suicidio e anche un paio di tiri creerebbero forti danni all'organismo.

Per chi fuma sono scattati i soliti gesti apotropaici. Da una solita ricerca pubblicata in una solita rivista ecco il solito risultato: fumare fa male, anzi, è praticamente una pratica suicida.
La ricerca è quella firmata tra gli altri da Stephen S. Hecht, Yan Zhong e Steven G. Carmella ed è stata pubblicata su "Chemical Research Toxycology" (http://tinyurl.com/663dfe7).
Il titolo della ricerca è quello tipico della lettura leggera che ci accompagna prima di andare a letto "Immediate Consequences of Cigarette Smoking: Rapid Formation of Polycyclic Aromatic Hydrocarbon Diol Epoxides" che in soldoni spiega come già dopo un paio di tiri, pochi minuti dopo aver acceso e inspirato qualche boccata del trinciato preferito, siamo già sotto la lama della falce fatale.
Dopo una sigaretta (tanto per non stare là a discutere sui "quanti tiri") già il DNA risulterebbe danneggiato e una sostanza particolare dal nome minaccioso, il fenantrene (presente nella sigarette e noto idrocarburo policiclico aromatico) si trasforma in "diol epoxide" noto soppressore immunitario e sostanza cancerogena e mutagena. E tutto questo è in circolo nel sangue nel giro di quindici-trenta minuti, ovvero praticamente "ad effetto immediato" come se fosse un veleno iniettato.
I gesti apotropaici ovviamente non servono. Occorre smettere di fumare al più presto e non iniziare mai. E' anche utile battersi perché l'utilizzo degli idrocarburi policiclici aromatici siano banditi (per quanto si possa) dagli usi e dai processi industriali.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: